Il nuovo vescovo entra in possesso della sua diocesi. Domenica prossima farà il suo ingresso ad Anagni, domenica 22 gennaio sarà la volta di Alatri. Tutto pronto per l'accoglienza di monsignor Ambrogio Spreafico, nominato vescovo della diocesi di Anagni-Alatri come successore di Lorenzo Loppa, che dopo venti anni lascia per raggiunti limiti di età.

Il programma
È stato definito il programma dell'arrivo in diocesi di Spreafico, che guida anche la diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino. La prima cerimonia si terrà domenica prossima e prenderà il via in piazza Cavour ad Anagni alle 16 dove ad aspettarlo ci sarà il sindaco Daniele Natalia. A seguire, nella Sala della Ragione del Comune di Anagni, lo scambio dei saluti tra le due autorità. Alle 17, nella cattedrale di Santa Maria Annunziata, verrà celebrata la messa con la presa di possesso ufficiale da parte del nuovo vescovo. Dopo una settimana, domenica 22 gennaio, il vescovo Spreafico sarà ad Alatri. Non si sa ancora se, come da tradizione, farà il suo ingresso su una mula bianca.

La nomina
Il nuovo vescovo è stato nominato da Papa Francesco, che così ha unito le due diocesi rette da Spreafico "in persona episcopi", ritenuta una forma blanda di accorpamento. La notizia è stata data a mezzogiorno del 10 novembre scorso, in contemporanea con la sala stampa della Santa Sede, presso l'episcopio di Frosinone e il centro pastorale di Fiuggi. Loppa è stato nominato amministratore apostolico della diocesi di Anagni-Alatri fino all'insediamento di Spreafico, quindi sarà in carica ancora per qualche giorno.

I propositi di Spreafico
«Cercherò di mettermi a servizio di questa diocesi con generosità. Chiedo pazienza, lavoro, comprensione e amore». Sono state le prime parole pronunciate da Ambrogio Spreafico dopo la lettura a Frosinone del decreto di nomina da parte del vicario don Nino Di Stefano. Ed ha avuto considerazioni di apprezzamento per il territorio di cui si occuperà come presule: «I nostri monumenti e chiese, la bella Cattedrale di Anagni sono l'espressione di una fede che si è fatta cultura e ci richiama a quel senso della fede che ci trasforma e trasforma la società, il mondo, gli animi».