Ha preferito la strada del silenzio il quarantaduenne campano arrestato a Capodanno con l'accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso. Ieri mattina, insieme al suo legale, l'avvocato Alessia Gargano, ha scelto di non rispondere alle domande del gip, ancora sotto choc per il terribile incidente costato la vita a Georges Galvez di 77 anni. L'avvocato ha chiesto misure meno afflittive, anche in considerazione del fatto che il quaranteduenne aveva iniziato un nuovo lavoro da poco ma il giudice - vista pure la necessità proprio per l'impiego scelto di spostarsi molto - ha ritenuto per il momento di rigettare l'istanza: per il "pirata", dopo la convalida della misura, sono stati confermati i domiciliari.

Secondo una primissima ricostruzione dei fatti, l'uomo non avrebbe notato le persone che stavano per salire sulle auto parcheggiate al margine della carreggiata nella notte di Capodanno, prendendo in pieno Georges Christian Galvez, per tutti Jojo, che aveva appena brindato al nuovo anno insieme alla compagna e ad alcuni amici. Così, dopo aver investito il pensionato, scaraventato a oltre dieci metri dal punto di impatto, in preda a un attacco di panico si sarebbe dato alla fuga abbandonando l'auto a qualche centinaio di metri di distanza. Quindi l'intervento dei carabinieri di Cassino (insieme ai colleghi di Sessa Aurunca) che in poco tempo sono risaliti al conducente della vettura. Una notte di interrogatori e poi i domiciliari.

I carabinieri, giunti prontamente sul posto insieme al 118, stanno mettendo ancora insieme i pezzi, cercando di ricostruire nel modo più preciso possibile quanto accaduto in quella drammatica notte. Non è ancora chiaro, ad esempio, se il quarantaduenne fosse solo al momento dell'impatto mortale oppure in compagnia di qualcuno. Né come abbia fatto, una volta abbandonata l'auto, a raggiungere l'abitazione nel vicino Casertano: diversi, dunque, ancora i coni d'ombra oggetto di approfondite indagini da parte dell'Arma, con il coordinamento del procuratore d'Emmanuele.

La salma di Jojo, invece, oggi sarà a disposizione di quanti vorranno dargli l'ultimo saluto dalle 8.30 alle 15 al S. Scolastica, prima di partire per Bourgoin-Jallieu, facendo dunque ritorno in Francia. La comunità di San Vittore, sua seconda dimora e suo paese d'adozione - lui è vissuto gran parte della sua vita a Lione - è ancora scossa e addolorata. Jojo da qualche anno aveva preso una abitazione con la compagna Elena, di origini sanvittoresi, per poterrestarenel Cassinatedovetornava, prima della pensione, ogni volta che poteva: tutte le festività erano per loro occasioni uniche per tornare a "casa".