Monti Lepini, un contenzioso che si trascina di tribunale in tribunale. Dopo il procedimento penale (concluso con sentenza di prescrizione) e quello contabile (sospeso), la partita si sta giocando in sede civile, dove, a breve, dovrebbe arrivare la richiesta di risarcimento danni dell'ente.
Nel frattempo, la Delta Lavori, la società che si era aggiudicata l'appalto per il rifacimento del tratto urbano della Monti Lepini, ha incassato una doppia (sebbene parziale) pronuncia favorevole in sede civile al punto che il Comune di Frosinone con una delibera di giunta del 29 dicembre, ha incaricato l'avvocato Alberto Fantini di presentare ricordo in appello.

L'ultima pronuncia in ordine di tempo è dello scorso mese di dicembre con la quale il tribunale delle imprese di Roma ha accolto il ricorso promosso dalla Delta Lavori. Si tratta di un contenzioso attivato nel 2015 dalla ditta che lamentava corrispettivi maturati e non corrisposti oltre che un indennizzo per l'anomalo andamento dell'appalto, imputabile al Comune secondo la società. Del resto, l'esecuzione dei lavori era risultata problematica per una serie di aspetti tecnici, primo tra tutti il nodo dell'intervento a Madonna della neve, dove inizialmente era previsto un sottopasso, tanto che la Delta Lavori contestava ritardi negli espropri, lavori mai consegnati, sospensioni illegittime. Quindi era intervenuta la magistratura con l'inchiesta sull'aggiudicazione dell'opera con il Comune che, successivamente, aveva risolto il contratto con la Delta.

Con l'atto di citazione del 2015, l'impresa sorana chiedeva un risarcimento di 8,7 milioni di euro. Con la sentenza di dicembre, il tribunale delle imprese di Roma, ne ha in parte accolto le doglianze (riunificando due distinti procedimenti) riconoscendo al privato poco meno di 1,4 milioni di euro come risarcimento danni per l'anomalo andamento dell'appalto più altri 887.000 euro per lavori eseguiti. Per effetto di tale pronuncia, che ora il Comune impugnerà in appello, l'ente di via del Plebiscito dovrà versare alla Delta Lavori 2.278.100 euro, somme che, con gli interessi e le spese rischiano di lievitare ancora.

In precedenza, sempre il tribunale civile, su un primo ricorso del 2013, aveva riconosciuto alla Delta Lavori, a fronte di una richiesta di circa 8,5 milioni di euro, la somma di 1.575.149 euro. Ovviamente, anche in questo caso, il Comune di Frosinone ha proposto ricorso in appello lo scorso 1° luglio.
Ci sono poi altri fronti aperti o da aprire. C'era un capitolo davanti alla Corte dei Conti. Il procedimento si era aperto con una richiesta iniziale di 1.682.507 euro di danno erariale, ma la Corte, ad aprile 2018, aveva sospeso il procedimento in attesa dell'esito di quello penale. Ciò sulla base della norma che concede la possibilità di interrompere il procedimento quando la definizione di un'altra causa, pendente anche davanti a un altro giudice, «costituisca, per il suo carattere pregiudiziale, il necessario antecedente dal quale dipenda la decisione della causa».

Nell'ottobre del 2021 il collegio penale del tribunale di Frosinone ha chiuso, almeno per le persone fisiche (il procedimento prosegue contro le società) la vicenda relativa ai reati di corruzione e turbativa d'asta con sentenza di prescrizione. Nelle motivazioni i giudici hanno scritto che «considerato che dagli atti non emerge in maniera evidente l'insussistenza di tale fatto o che gli imputati non lo abbiano commesso, non resta che pronunciare la declaratoria di non doversi procedere nei confronti di tutti gli imputati perché i reati contestati sono estinti per intervenuta prescrizione».

Sotto processo erano finiti l'imprenditore Alberto Larocca della Delta Lavori, Mauro Tersigni nel frattempo deceduto, incaricato dalla Delta di una consulenza, l'ex dirigente del Comune di Frosinone e presidente della commissione di gara Matteo Capuani, l'ex sindaco Michele Marini, il presidente del nucleo di valutazione dei dirigenti del Comune di Frosinone Beniamino Di Fazio e Andrea Alonzi della Delta.
Nei loro confronti ora il Comune è intenzionato a procedere per richiedere un risarcimento dei danni, come peraltro preannunciato dal sindaco Riccardo Mastrangeli ad agosto. Una scelta praticamente obbligata tenuto conto che l'ente si era costituito parte civile nel giudizio penale (con l'avvocato Francesco Tarsitano) e del fatto che l'amministrazione deve evitare un danno erariale.