La sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con sede in Lussemburgo, segna un punto fermo in favore degli albergatori e fa discutere molto anche a Fiuggi perché di fatto rivoluziona il mondo della ricettività turistica attraverso gli affitti in appartamento per brevi periodi.

Questione spinosa sulla quale le categorie sindacali, che rappresentano il mondo della ricettività alberghiera tradizionale, da tempo sollevavano disparità che impattano a loro dire anche sulla concorrenza sleale, soprattutto sotto l'aspetto della imposizione fiscale, decisamente sbilanciata dal loro punto di vista, i dati sembrerebbero confermarlo, in favore dei network come Airbnb (il più grande network mondiale del settore) che si pone come interfaccia nelle prenotazioni della ricettività turistica in appartamento lasciando campo libero a Booking in quella alberghiera.

Adesso però la stessa sentenza del 22 dicembre scorso stabilisce che Airbnb deve riscuotere e versare allo Stato italiano la cedolare secca sugli affitti brevi. Con i commenti di Federalberghi Fiuggi e Provincia di Frosinone, presieduta da Bruno della Morte, che si allineano perfettamente alle dichiarazioni del presidente nazionale Bernabò Bocca, lo stesso che nell'esprimere apprezzamento il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea, ricorda che: «Federalberghi è intervenuta nel giudizio al fianco dell'Agenzia delle Entrate per promuovere la trasparenza del mercato, nell'interesse di tutti gli operatori, perché l'evasione fiscale e la concorrenza sleale danneggiano tanto le imprese turistiche tradizionali quanto coloro che gestiscono in modo corretto le nuove forme di accoglienza.

La sentenza odierna segna un punto importante - prosegue Bocca - ma resta del percorso da compiere. I prossimi passi toccano al Consiglio di Stato, che dovrà pronunciarsi recependo la sentenza europea, per consentire poi all'Agenzia delle Entrate di recuperare le imposte non pagate durante sei anni di sfacciata inadempienza, applicando le relative sanzioni»