Le aveva detto che doveva parlarle. Si sono incontrati. Erano soli. Ad un certo punto, stando alle accuse, l'amico, all'epoca dei fatti diciannovenne, le ha detto di avere voglia di fare sesso con lei e con violenza le avrebbe afferrato un braccio stringendola a sé e palpeggiandole il fondoschiena. Lei, una quattordicenne, è rimasta incredula e sconvolta per quanto accaduto. Ha trovato poi la forza di raccontare tutto alla famiglia e per il giovane è scattata la denuncia.

Il ragazzo di Anagni, incensurato e oggi ventunenne, è finito nei guai per violenza sessuale. Avrebbe sostenuto che sarebbe stato colto da un raptus. L'altro ieri la sentenza del gup del tribunale di Frosinone con rito abbreviato. Inflitti dieci mesi all'anagnino, con la sospensione condizionale della pena alla partecipazione, entro e non oltre il termine di due anni, a uno specifico percorso di recupero in strutture che si occupano di prevenzione e recupero di persone condannate per reati di violenza familiare. La vicenda è venuta alla luce dopo che la ragazzina si è confidata con un familiare. I fatti contestati risalgono a due anni fa.

Ha raccontato di essere stata chiamata dal giovane, il quale le aveva chiesto un incontro perché doveva parlare. La ragazzina si è fidata e ha incontrato l'amico. Ad un certo punto, lui, le avrebbe detto di avere voglia di avere un rapporto con lei e le avrebbe preso un braccio per poi, sempre stando alle accuse, palpeggiarla. Quindi è partita la denuncia nei confronti del ragazzo che riteneva essere un suo amico. Dopo la sentenza il ventunenne, tramite il suo difensore, potrebbe proporre appello. La parte offesa, oggi sedicenne, è stata assistita nel corso del processo dall'avvocato Giampiero Vellucci.