Durante l'ultima seduta del consiglio comunale, è stato affrontato anche il problema che da settimane persiste in viale Regina Margherita, all'ingresso nord della città, tra le zone più frequentate di Anagni vista l'alta presenza di locali e negozi. Si tratta dei cumuli di rifiuti che vengono lasciati sui marciapiedi dopo il disuso delle mini isole ecologiche, realizzate negli anni scorsi proprio per evitare la presenza dei sacchi di immondizia davanti alle attività commerciali, ma eliminate perché diventate un ricettacolo di cattivi odori. Un degrado che si è spostato sui marciapiedi del viale.

A denunciare la situazione, chiedendo interventi, è stato il consigliere comunale di opposizione Sandra Tagliaboschi che ha consegnato ai colleghi le fotografie delle montagne di rifiuti notate nell'imminenza del Natale all'ingresso della città, oltretutto nelle vicinanze delle scuole. L'esponente di minoranza ha parlato di una «pessima cartolina della città», di una situazione «inaccettabile», di uno «spettacolo indecoroso» e della necessità di trovare subito un rimedio per eliminare la situazione di degrado e i conseguenti rischi di natura igienico-sanitaria.

A rispondere alle rimostranze del consigliere di opposizione è stato il sindaco Daniele Natalia, dichiarando di essersi occupato della questione avvertendo sia la ditta De Vizia, che gestisce il servizio dei rifiuti, sia la polizia locale che ha elevato - ha informato il primo cittadino - più di un verbale. Aggiungendo: «Il servizio è pessimo, ma va anche detto che i commercianti non svolgono correttamente la raccolta differenziata».

Questo non permetterebbe alla De Vizia di ritirare regolarmente i sacchi dell'immondizia secondo il calendario settimanale. Il sindaco Natalia ha dichiarato, comunque, che il disagio durerà ancora per poco, annunciando che a breve la zona sarà servita da un'isola ecologica automatizzata. Questa la soluzione che l'amministrazione comunale avrebbe individuato per risolvere il problema denunciato da Tagliaboschi e segnalato da tempo dai cittadini indignati.