L'intensità del dibattito sulla zona a traffico limitato (con le modifiche apportate dall'amministrazione Cianfrocca) non accenna a calare. Dopo il consiglio comunale che si è tenuto martedì scorso, si susseguono i commenti critici dell'opposizione. A partire da Fabio Di Fabio, capogruppo consiliare del Partito democratico, che parla di «supponenza e incapacità d'ascolto» da parte della maggioranza.

E via con le prime critiche: «La Ztl è uno strumento fondamentale di promozione del centro storico, quando utilizzata con duttilità e all'interno di una visione più generale di sviluppo; non può trasformarsi, paradossalmente, in uno strumento "depressivo delle attività e della vita nel centro stesso». Sulla stessa lunghezza d'onda, il compagno di partito Matteo Recchia: «Ho votato contro la decisione della maggioranza (gli orari diversificati tra il periodo lunedì-giovedì e il fine settimana, ndc), perché evidentemente non soddisfa nessuno: residenti e commercianti hanno necessità diverse e questa modifica non tiene conto di nessuna delle due categorie».

Annarita Pelorossi (Alatri in Comune) pone tante domande: «Alla fine della discussione in consiglio, tutti scontenti, tranne sindaco e maggioranza. È una decisione sensata quella assunta? E soprattutto a chi è utile? Sarebbe stato troppo una Ztl con inizio alle 22 di ogni giorno come abbiamo proposto? Per gli esercenti sarebbe stato un sollievo, per i residenti non sarebbe cambiato granché. E allora perché questa ostinazione?». Infine, Nazzareno Costantini (Patto per Alatri) dichiara: «Si è giunti ad una soluzione ambigua, zoppa, che di fatto non risolve il problema, smentisce tutte le motivazioni oggettive enunciate inizialmente dal sindaco per non posticipare l'attivazione della Ztl dalle 21.30 alle 22.
Il tutto poteva finire meglio, alla fine la sensazione offerta dalla maggioranza è da "io speriamo che me la cavo". Questa la mia idea».