Il reparto di Neonatologia dell'ospedale di Sora come un grande albero di Natale: nei corridoi tante palline blu di carta appese al soffitto con i nomi dei bambini nati nel 2022. E un video che sui social diventa subito virale, con una pioggia di apprezzamenti per la sensibilità e la creatività del reparto. Così, tra i vagiti dei bambini nati negli ultimi giorni, abbiamo intervistato il direttore del reparto Pediatria-nido, Luigi Di Ruzza

Dottore, il Natale è arrivato anche nel suo reparto... 
«Proprio così, è un'iniziativa nata da un'idea del personale infermieristico del nido che è stata subito sposata da tutto il reparto, me compreso. Le decorazioni con il nome, il peso e la data di nascita del bambino sono poco meno di settecento. La nostra gioia è quella di poter donare un piccolissimo ricordo a chi ha deciso di partorire nella nostra struttura e di farsi assistere dal personale infermieristico del Santissima Trinità». 

Un'iniziativa che è piaciuta molto. Finisce qui?
«No, dopo la Befana saremo ben contenti di rivedere i bambini nati nella nostra struttura anche per controllare come stanno, oltre al fatto che facciamo il follow-up a tutti i neonati, quindi il controllo a distanza di sette-dieci giorni dalla nascita, ma è anche un piacere per noi perché chi fa questo lavoro deve avere questo tipo di empatia. Tenere un comportamento arido e distaccato nei confronti dei piccoli nati e dei loro genitori significa non saper fare questo nostro lavoro. Con questa iniziativa vogliamo mostrare la nostra vicinanza alle famiglie che hanno scelto il nostro reparto donando loro un ricordo di noi. Quindi, le aspettiamo qui dopo le feste per ritirare la loro decorazione personalizzata». 

In questo 2022 il numero dei parti è diminuito?
«Purtroppo anche da noi, come tutta l'Italia, si è registrato un calo demografico. Le nascite si sono sicuramente ridotte ma in modo contenuto, attorno al 7%. È una cifra pienamente in linea con il calo della natalità a livello nazionale». 

Perché una coppia può scegliere con tranquillità di far nascere il proprio figlio qui?
«La nostra struttura è da scegliere innanzitutto perché abbiamo deciso di iniziare anche un'attività di rooming chiedendo ai genitori se fossero disponibili o meno a farlo. Abbiamo deciso di andare incontro alle loro esigenze, soprattutto a quelle della donna che ha partito da poco, in considerazione del fatto che non tutte le mamme si sentono in grado di poter assistere il loro bambino subito dopo la nascita. Inoltre abbiamo intrapreso un percorso di skin to skin, cioè di contatto pelle a pelle tra mamma e bambino. Stiamo rivedendo tutte le procedure di cura del neonato, adeguandoci agli standard nazionali, mettendoci anche del nostro con la vicinanza affettiva e solidale con i genitori che hanno scelto la nostra struttura, dotata di un nido che funziona bene e che è stato arricchito con le nuove isole neonatali, incubatrici da trasporto riscaldate con ventilatore, un ecografo multifunzione completamente nuovo e la possibilità di assistere i nuovi nati in maniera più conforme ai protocolli internazionali»