Era stato arrestato nel 2020 per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In casa i militari avevano trovato 300 grammi di marijuana e 38 rami di pianta di canapa in essiccazione, per oltre 500 grammi di droga. Un quantitativo importante, posto sotto sequestro insieme a un bilancino di precisione. Mentre l'uomo, oggi di 41 anni, era finito ai domiciliari, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Poi l'inizio del processo a suo carico per possesso di droga che - visto il quantitativo - faceva presupporre una finalità di spaccio.

A ribaltare l'ipotesi iniziale sono state le difese, gli avvocati Mauro Marsella e Valentina Cambone, che sono riuscite a dimostrare che nonostante l'importante quantitativo lo stupefacente fosse per uso personale. Come? Portando in aula gli elementi di prova in grado di affermare che la sostanza stupefacente in questione non servisse per creare dosi da spacciare. Ma per fini terapeutici.

Il dottor Gioia, accogliendo appieno le tesi difensive e valutate tutte le prove portate in aula, ha assolto il quarantunenne con formula piena.
«Il Tribunale di Cassino ha assoluto il nostro assistito ritenendo il possesso per uso personale della sostanza stupefacente. Questa sentenza è una sentenza storica perché il tribunale ha ritenuto che il dato quantitativo, benché importante, non sia da solo sufficiente a sostenere l'ipotesi di spaccio e per questo riteniamo aprirà un nuovo filone giurisprudenziale per tutte le decisioni future» hanno affermato gli avvocati Mauro Marsella e Valentina Cambone.