Era finito a processo con l'aggravante di aver compiuto più fatti di bancarotta fraudolenta e di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità avendo determinato un deficit fallimentare pari a 1.569,387,41 euro. L'altro ieri la sentenza di assoluzione emessa dal tribunale di Velletri per un sessantacinquenne di Ferentino.

I fatti
Il ferentinate, ritenuto amministratore di fatto di una società nel settore alimentare, era stato tirato in ballo perché l'altro amministratore di diritto della società, il rappresentante legale, avrebbe sostenuto che il sessantacinquenne aveva offerto, dietro pagamento, la possibilità di fare operazioni inesistenti. Tutto scattò dopo gli accertamenti della guardia di finanza di Barletta, proseguite successivamente dai colleghi di Colleferro. Dagli atti era emerso che il ferentinate aveva addirittura protocollato, per conto della società, anche un contratto di comodato presso l'Agenzia delle Entrate. Il suo avvocato Mario Cellitti è riuscito a dimostrare che il suo assistito era estraneo ai contesti e che non aveva distratto nessuna somma. Non sono state trovate tracce di bonifico. Quindi l'assoluzione per il sessantacinquenne. L'uomo, come detto, era finito nei guai in qualità di rappresentante legale, da gennaio 2013 alla data di fallimento, al fine di evadere o comunque consentire a terzi l'evasione dell'imposta sul reddito e sul valore aggiunto, occultava o le scritture contabili tra cui le fatture emesse dalla società e le dichiarazioni fiscali IVA e UNICO in modo da capire la ricostruzione dei redditi e del volume di affari. Il ferentinate, come detto, è stato assolto dall'accusa. Il sessantacinquenne si è rivolto all'avvocato Mario Cellitti per la sua difesa.