Condivide sui social video e foto di minorenni nude, tra cui quello della fidanzata, la Corte d'appello di Roma conferma la condanna. Ieri, la prima sezione penale della Corte d'appello di Roma ha mantenuto a due anni e due mesi la condanna per revenge porn nei confronti di D.M., 28 anni, di Alatri. Le vittime, due minorenni anch'esse di Alatri, si sono costituite parte civile attraverso l'avvocato Roberto Filardi. Per loro 3.000 euro ciascuna per la refusione delle spese.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il giovane è imputato per aver ricevuto sullo smartphone foto di una minorenne, ritratta nuda, in pose ammiccanti e richiamanti atteggiamenti sessuali, e di averle spedite ad un amico, senza il consenso della diretta interessata. Il tutto, in base a quanto emerso nel corso delle indagini, per danneggiare la ragazza e vantarsi con l'amico con il quale avrebbe espresso commenti poco lusinghieri sulla ragazza e sul suo fisico.

La procura di Frosinone gli aveva contestato l'aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di una persona alla quale era legato da una relazione affettiva ed attraverso strumenti telematici. Per l'imputato c'è pure una seconda imputazione, quella di aver inviato foto ad un'altra ragazza, anch'essa minorenne, accopagnandone l'invio con commenti ed insulti alla ragazza, sostenendo fosse di "facili costumi".

Lo stesso ventottenne è accusato di aver condiviso in chat un video di un'altra minore, a contenuto sessualmente esplicito, e di averlo inviato via whatsapp all'altra ragazza, destinataria delle foto della prima vittima. Anche in questo caso venivano espressi commenti denigratori nei confronti della persona ritratta nel video a compiere atti osceni.

Le foto della prima vittima, con il seno parzialmente scopero e in atteggiamenti sessuali, ricevute dall'imputato, sarebbero finite anche a un'altra ragazza ancora. Sempre senza il consenso della diretta interessata e sempre allo scopo - sostiene la procura - di mettere in cattiva luce la ragazza, avrebbe divulgato anche una serie di conversazioni dal contenuto volgare. Il ventottenne è difeso dall'avvocato Patrizio Cittadini. In attesa delle motivazioni della sentenza d'appello, è scontato il ricorso alla Corte di Cassazione.