Astio allo stato puro, una violenza verbale che non può avere giustificazioni specie se si spinge ad augurare la morte di una persona. Anzi, di un poliziotto della Stradale. Lo stesso agente che ha "osato" fare una multa per violazione al codice della strada. Lo scambio di messaggi su Whatsapp tra il multato e due suoi amici diventa un caso. E finirà presto davanti al giudice. A rivelarlo è stato ieri il segretario generale del sindacato di polizia Usip, Norberto Scala, che ha reso noto il contenuto del dialogo annunciando una denuncia.

La chat galeotta
La chat incriminata risale alle 18 di venerdì scorso. Una persona chiede: "Confermate la morte di (omissis) il poliziotto?" Qualche minuto più tardi un'altra persona risponde: "Magari!". Segue un dibattito durante il quale un terzo soggetto scrive: "... quello che tu dici sulle persone che indossano una divisa non fa una piega, ma per alcune persone, e già sai di chi parlo, io mi auguro per lui e tutta la sua famiglia le peggiori disgrazie". Peccato per loro che tra gli iscritti a quella chat ci siano anche alcuni appartenenti alle forze dell'ordine ed è peraltro semplice risalire all'identità di chi scrive. Così gli autori sono stati subito smascherati.

La denuncia
"Di tali frasi diffamatorie e dei vari commenti pubblicati da altre persone in risposta al post, questa organizzazione sindacale provvederà immediatamente a relazionare chi di dovere, specificando quanto accaduto e allegando le varie dichiarazioni visualizzate nella chat - assicura in una nota l'Usip - Non appena l'autorità giudiziaria riterrà di procedere ai sensi di legge nei confronti dei protagonisti della vicenda, provvederemo a dare mandato al nostro legale costituendoci parte civile a tutela dei nostri associati della polizia stradale di Sora".

La reazione
Il segretario generale dell'Usip polizia Norberto Scala rilancia l'allarme: «Non è la prima volta che appartenenti alle forze dell'ordine sono fatti oggetto di minacce, ingiurie e simili nefandezze, fino ad arrivare alle aggressioni. Mi appello direttamente al nostro Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, affinché si faccia portavoce di significative iniziative volte alla tutela di chi ogni giorno rischia la vita; oltre ad essere insultato e, in particolari circostanze, persino malmenato. Eppure, nonostante le evidenti situazioni di pericolo, continua ad assicurare la presenza sul territorio, garantendo sicurezza ai cittadini onesti che, pagando le tasse, hanno il sacrosanto diritto di essere tutelati».

Il messaggio
«A coloro che con estrema leggerezza denigrano le forze dell'ordine - aggiunge il segretario Scala - vorrei ricordare che la Polizia stradale non è sulla strada a raccattare soldi: ogni giorno, proprio quell'operatore oggetto di insulti, inizia il servizio partendo dal controllo dei pullman adibiti alle gite scolastiche. Bambini, ragazzi e accompagnatori, diretti verso zone di culto e di cultura, sono esposti ai subdoli rischi legati all'inefficienza dei mezzi di trasporto, causa purtroppo, così come riferito dalla cronaca, di gravissimi e luttuosi incidenti stradali. Inoltre, vorrei far notare loro che, invece di farsi condizionare dalla rabbia del momento, avrebbero motivo di ringraziare le forze dell'ordine: una multa può essere un deterrente per indurre a non ripetere la stessa infrazione, evitando così situazioni di pericolo. E a chi ha commentato quelle frasi ingiuriose di questi pseudo eroi dico: probabilmente, proprio quei poliziotti che fate oggetto di facile scherno, hanno permesso ai vostri figli di tornare a casa e riabbracciarvi. Magari con la patente ritirata; a volte a piedi per il tasso alcolemico superiore al consentito che non consentiva loro di proseguire la guida. È proprio grazie a questi controlli che sono tornati a casa».