Il settore automotive non può più viaggiare con questa lentezza politica. A tuonare è nuovamente la Fim Cisl. Ieri il ministro D'Urso ha convocato, al Mimit, le aziende del settore dell'automotive sulle prospettive legate alla filiera.

«Valutiamo positivamente - hanno detto il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia e il segretario nazionale, settore automotive, Ferdinando Uliano - che finalmente il nuovo governo parta e rimetta in agenda la transizione di questo importante settore industriale, ma non comprendiamo le motivazioni per le quali in Mimit abbia escluso dalla convocazione le organizzazioni sindacali che fin dalla costituzione del tavolo ministeriale hanno partecipato in modo attivo e costruttivo». 

Proseguendo: «Confidiamo e ribadiamo la necessità di essere convocati in sede ministeriale in tempi brevi, come del resto abbiamo sollecitato più volte la convocazione del "tavolo automotive", per discutere degli interventi necessari per accompagnare e rilanciare una delle realtà industriali ed economiche più importanti del nostro Paese, coinvolto in un processo di trasformazione caratterizzato dal cambio delle motorizzazioni, della digitalizzazione e della guida autonoma che se non governato con politiche industriali adeguate rischia di determinare gravi impatti occupazionali».

Insomma una convocazione partita col piede sbagliato, per le organizzazioni sindacali, in un momento davvero critico per il settore. I blocchi produttivi a Cassino Plant ne sono un esempio palese come pure la mancata comunicazione del piano industriale calato sullo stabilimento, come ribadito dagli stessi vertici Fim Cisl proprio a Cassino una settimana fa. Si annaspa nel settore e la transizione corre più veloce delle soluzioni per attuarla veramente.