Chi ama non picchia, non alza le mani, non offende, non calpesta la dignità altrui, non perseguita. Chi ama non uccide, non ferisce. Oltre cento donne uccise, oltre settanta vittime del partner o dell'ex. Un aumento dell'otto per cento di femminicidi, due milioni di vittime di revenge porn. Sono i numeri in Italia, da agosto 2021 a luglio 2022, riportati nel report del Viminale.
Un bollettino, purtroppo, in continuo aggiornamento. Pagine di giornali, telegiornali, trasmissioni televisive. Ogni giorno raccontano la scia di sangue, l'uccisione di donne che avevano tutta una vita davanti, il dolore di chi per anni, troppi, ha tenuto nascosta la propria anima spaventata, strappata da quello che non è amore, la paura di chi ancora oggi non riesce a dire basta, a reagire, a trovare la forza di denunciare chi sta rovinando la loro vita, nella speranza che quelle mani, quei pugni, quei calci non distruggano più il loro corpo, ma inutilmente.
Cosa fare nel caso in cui la vittima di una violenza si rivolge in prima battuta all'amministratore di un Comune o di una città perché amico, conoscente o semplicemente perché pensa che rappresentando un'istituzione abbia gli strumenti necessari e più idonei per proteggerla? Cosa consigliare o quali contatti fornire affinché la stessa vittima, nella maggior parte dei casi donna e addirittura moglie, compagna o ex di chi le ha usato violenza, possa essere rassicurata e sentirsi compresa e non giudicata?
Che linguaggio usare per trasmettere un sentimento di comprensione e di predisposizione all' aiuto rispettando sensibilità, dolore e, in tanti casi, anche vergogna, nonostante sia parte lesa? Sono questi gli interrogativi a cui tanti amministratori e amministratrici comunali, soprattutto di piccoli centri ma non solo, riceveranno risposta da un team di "addetti ai lavori" – avvocati, giudici, psicologi, responsabili di centri anti-violenza e figure professionali affini – in uno dei progetti scaturiti dall'impegno sottoscritto dalla Provincia di Frosinone con la firma del protocollo interistituzionale dello scorso 12 maggio insieme a Prefettura, Procura, Ordine degli Avvocati di Frosinone e Asl.
Un'esigenza, quella di formare gli amministratori locali a gestire le prime fasi di un caso di violenza, emersa dalla Consulta delle elette della Provincia, presieduta da Eleonora Campoli, e che immediatamente ha trovato accoglimento da parte del presidente Antonio Pompeo, il quale ha attivato l'Azienda speciale Frosinone Formazione e Lavoro al fine di organizzare un corso per rispondere alla richiesta e mettere a terra azioni concrete per il contrasto al fenomeno della violenza di genere.
Il corso, che si articolerà in cinque giornate, partirà ufficialmente mercoledì prossimo con un focus sugli aspetti legali: a relazionare, dopo i saluti del presidente del tribunale di Frosinone, il dottor Paolo Sordi, saranno il giudice Roberta Bisogno e l'avvocato Fabrizio Zoli, amministratore unico di FFL-SAV e membro del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Frosinone.
La seconda giornata, in programma per il 15 dicembre, vedrà analizzati gli aspetti legali in ambito penale: agli indirizzi di saluto del procuratore della Repubblica di Frosinone, il dottor Antonio Guerriero, e del presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Frosinone, l'avvocato Vincenzo Galassi, seguiranno l'intervento della dottoressa Rossella Ricca e la relazione dell'avvocato AngeloTesta.
Terzo appuntamento è per il 19 dicembre e verterà sugli aspetti psicologici: gli effetti della violenza di genere sulla salute psicofisica della donna, la comunicazione con la donna che subisce violenza, la presa in carico dal punto di vista psicologico, la gestione delle emozioni durante il colloquio, l'elaborazione del trauma e della separazione dal maltrattante. A trattarli sarà la dottoressa Serena Zurma dell' Uosd consultori e percorso nascita della Asl di Frosinone.
Le ultime due giornate analizzeranno gli aspetti socio-assistenziali: politiche sociali e rete: il ruolo dei centri antiviolenza nella gestione delle donne (gestione dell'accoglienza, percorso di riabilitazione e fase di uscita); la rete associazionistica sul territorio provinciale: organizzazione e riferimenti. Saranno a cura di responsabili e referenti dei centri anti-violenza mappati sul territorio provinciale e si terranno a partire da gennaio 2023.