Una truffa che si aggira sui sette milioni di euro. Duecento le persone offese, tra cui quaranta ciociari. Avevano firmato un contratto, pensando di investire soldi nel settore dell'energia rinnovabile, ma non sapevano che dietro quelle società si nascondessero scatole vuote.
Associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Fissata l'udienza davanti al gup per il 15 dicembre nei confronti di sei persone tra cui due sorani, una trentaquattrenne e un trentasettenne di Sora, finiti nei guai insieme a un quarantottenne di Foggia, un sessantenne, un cinquantasettenne e un sessantenne tutti di Ariano Irpino, in provincia di Avellino.

I fatti
Stando alle accuse il quarantottenne e il sessantenne avevano organizzato e promosso l'associazione e gli altri quattro indagati, tra cui i due sorani, avevano partecipato attivamente al conseguimento dello scopo illecito, inducendo in errore le persone offese, sulla serietà dell'impegno contrattuale e sul regolare adempimento delle obbligazioni assunte. Un modus operandi che ha permesso loro, sempre stando alle accuse contestate, un profitto di quasi sette milioni di euro. Gli indagati prospettavano alle persone raggirate, attraverso una massiva campagna pubblicitaria (anche con assemblee e riunioni) ingenti guadagni derivanti da investimenti di soldi nel settore dell'energia rinnovabile e della costruzione e messa in funzione di parchi eolici da parte di società costituite a tal fine.

Denaro, invece, che veniva indirizzato in favore di una società e successivamente dei conti correnti personali degli indagati e delle ditte da loro rappresentate e a loro riconducibili, senza neppure che il progetto inizialmente prospettato fosse in alcun modo perseguito. Le somme versate andavano da 10 anche ai 90 mila euro, investite su quote di società a scatole vuote.
Come detto sono una quarantina i ciociari vittime della truffa, residenti a Frosinone, Ceccano, Patrica, Veroli, Boville Ernica, Monte San Giovanni Campano, Isola del Liri, Sora, Broccostella, Fontechiari, Posta Fibreno, San Donato Val Di Comino. Tra i difensori delle parti offese l'avvocato Antonio Ceccani.