Per l'addio a Francesca Colacicchi centinaia di persone hanno riempito la cattedrale di Santa Maria Annunziata. In tantissimi, composti e silenziosi, hanno voluto dimostrare l'affetto per la giovane vittima, solo ventisei anni, dell'incidente avvenuto al km 67 della Casilina nella notte di domenica scorsa ed i suoi familiari. Ai piedi dell'altare maggiore era posata la bara in legno chiaro con accanto, poggiato su uno dei pilastri della navata, lo stendardo di Trivio, la contrada di cui la ragazza faceva parte sfilando in costume medievale durante le manifestazioni estive.

Circostanza ricordata dal celebrante, il parroco della chiesa di San Giovanni, il quartiere in cui Francesca abitava, padre Florenz. Durante l'omelia, oltre a ricordare come non muoia "chi sopravvive nel cuore degli altri", padre Florenz esortava le istituzioni ad operare a favore dei giovani, vittime talvolta di precarietà che li costringono a peregrinare per svolgere lavori modesti e saltuari. Poco prima dell'inizio dell'omelia la madre di Francesca non reggeva al dolore immenso che ha colpito lo stimato nucleo familiare e si accasciava sulla seggiola in prima fila, sorretta dai familiari. Intervenivano due medici anagnini, una coppia di professionisti sempre attivi e generosi, che sedevano fra i banchi e la trasportavano in sacrestia per assisterla e sostenerla.

Al termine della cerimonia funebre, il corteo prendeva la via per il cimitero transitando davanti all'ex ospedale. Si formava così una lunghissima processione, di persone commosse di cui molte non riuscivano a trattenere le lacrime. Il cimitero si trova a meno di cinquecento metri dalla chiesa cattedrale, veniva raggiunto in un quarto d'ora; si procedeva quindi alla tumulazione del feretro. Proseguono intanto le indagini per ricostruire la dinamica dell'incidente, che potrebbe essere diversa da quanto ipotizzato nei tempi immediatamente successivi al verificarsi del sinistro mortale.
Comunque siano andate le cose, resta il dolore per la perdita di una giovane vita, l'ennesima vittima della circolazione stradale. Una ragazza che percorreva i primi passi verso la personale autonomia, un cammino interrotto bruscamente da un atroce destino.