Dichiara un reddito annuo personale e del nucleo familiare di circa 5.000 euro, quando in realtà era di circa 37.000 euro.
Aggiunge che il suo nucleo familiare è composto da lui, dalla madre e dal figlio, ma omette di dire che a farne parte è anche il nonno. Scoperto e finito nei guai V.N. 37 anni di Anagni. Richiesta di rinvio a giudizio per l'uomo. Ma nei guai è finita anche la compagna, P.S., 45 anni di Fiuggi, accusata di aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, omettendo di comunicare che il trentasettenne durante la fruizione del beneficio, fosse sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere, successivamente ai domiciliari e, infine, all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Anche per la quarantacinquenne la richiesta di rinvio a giudizio. L'udienza preliminare è fissata per il 5 maggio 2023.

Stando alle accuse, l'anagnino a novembre dello scorso anni al Tribunale di Frosinone, al fine di ottenere il patrocinio a spese dello Stato, ha dichiarato falsamente che per l'anno 2020 il proprio nucleo familiare fosse composto da lui, dalla madre e dal figlio, omettendo il nonno. Sempre stando alle accuse avrebbe dichiarato un reddito annuo personale e del nucleo familiare, sempre per l'anno 2020 pari a 5.537 euro, quando in realtà dagli accertamenti effettuati dalla guardia di finanza, attraverso il sistema informativo dell'anagrafe tributaria, è risultato essere di 37.668 euro.

La quarantacinquenne è accusata, invece, di aver beneficiato indebitamente del sussidio ottenuto con istanza presentata ad aprile del 2019, omettendo di comunicare all'Inps, entro i termini previsti, che il convivente si trovava in carcere, e poi sottoposto ai domiciliari e infine all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra cinque mesi, dunque, l'udienza preliminare. La coppia è difesa dall'avvocato Antonio Ceccani.