Disposta l'autopsia sul corpo della povera Francesca Colacicchi per fare chiarezza sulle cause del fatale incidente di domenica notte al bivio per la ex Winchester in cui la ventiseienne ha perso la vita. Il conferimento dell'incarico al medico patologo, la dottoressa Benedetta Baldari, è previsto per il pomeriggio di oggi, come pure quello per la perizia cinematica che verrà affidata all'ingegner Fabrizio Ceramponi dal pm Rossella Ricca che coordina le indagini. Al giovane di Sgurgola che era alla guida dell'altra auto è stato contestato l'omicidio stradale. È difeso dall'avvocato Calogero Nobile.

Intanto la città, sconvolta dalla tragica notizia, continua a chiedersi e a chiedere il perché dei ritardi nella realizzazione della rotatoria che si attende inutilmente da anni proprio nel punto in cui si è verificato l'ennesimo tragico incidente. Un'opera progettata da Astral nell'ormai lontano 2004 e mai realizzata. Emblematico, nella sua eloquente drammaticità, il messaggio diffuso da Christian, il fratello minore di Francesca: "Voglio solo la giustizia per mia sorella, non chiedo altro".

Aggiungendo: "Vi ringraziamo per i messaggi di conforto, per le tante dediche fatte a un angelo volato in gelo. Francesca non meritava una fine così tragica a 26 anni, nel fiore della vita. Nessuno dovrebbe mai avere una fine così". E ancora: "Se avrò mai una figlia la chiamerò come te: Vittoria Francesca Colacicchi". In molti ricordano episodi che hanno visto partecipe Francesca, attiva e disponibile verso tutti. La domanda più frequente, però, resta: perché si fanno rotatorie dappertutto meno che ad Anagni? Una domanda legittima, rimasta finora senza risposta. Eppure, almeno quella al famigerato bivio del chilometro 67 della Casilina era stata rifinanziata nel 2017. Progetto esecutivo consegnato nel 2019, e sollecitato dal progettista.

Lo stesso ingegner Alessandrello, defenestrato due anni fa dal ruolo di capo settore lavori pubblici e urbanistica, a riprova e difesa del suo operato citava la pratica della rotatoria come ormai ultimata, dopo le richieste della Provincia. Beffarda, poi, la delibera consiliare di domenica sera con la quale veniva approvato il finanziamento dei "dissuasori" per il tratto di Casilina che il Comune avrebbe chiesto di gestire al posto di Anas proprio per poter posizionare quei macchinari. Una decisione criticata da molti soprattutto dopo la riprova di ben altre necessità, riemerse così tragicamente con la morte di Francesca, per la sicurezza stradale della città dei papi.