Alcune sere fa in collegamento con il salotto Rai di Bruno Vespa ha raccontato la guerra in diretta da Leopoli, con un messaggio chiaro: l'Ucraina deve essere libera.
Una posizione netta, quella assunta da Dana Voiat, arrivata nella città martire per il premio a cura dell'associazione "Cassino città per la Pace". E ora tutta la comunità cassinate le è accanto.
«Un motivo di vanto e orgoglio per la nostra associazione e per la città di Cassino dal momento che Dana è stata da noi premiata a settembre nella prima edizione del "Premio Internazionale Cassino Città per la Pace" - ha commentato Marino Fardelli - Con il presidente Nino Rossi e i tanti amici dell'associazione possiamo ritenerci orgogliosi della scelta e delle motivazioni che ci hanno spinto ad assegnarle il premio».
Nella puntata di "Porta a Porta" la giovane project manager, che studia italiano all'università di Leopoli, ha raccontato come stanno vivendo ora i cittadini: sotto assedio.

«La mancanza di luce qui è un disastro. I semafori non funzionano, la gente cammina in strada con le lanterne in mano. Non c'è riscaldamento nelle case né acqua. La comunicazione è molto debole. Tutto si ferma ma non il battito dei nostri cuori - racconta la giovane manager a "Porta a Porta" - Molti ucraini vivono ogni giorno secondo un programma: non abbiamo la luce per quattro ore in diversi momenti della giornata per non sovraccaricare le reti elettriche. E tutti gli ucraini pianificano le loro giornate tenendo conto di questo orario. Non possiamo prevedere quello dell'arrivo dei missili russi - aggiunge Dana - Ma per il resto stiamo facendo tutto il possibile». Poi aggiunge: «Stiamo facendo scorta di power bank, candele, bombole e generatori. Anche molte aziende si stanno organizzando con i generatori e tutto il necessario per la vita. Sono sicura che ogni ucraino dirà che è meglio stare senza luce che con la Russia. Viviamo male e siamo sotto attacco ogni giorno ma in noi non manca la speranza».