"Lei non sa chi sono io". O peggio ancora: vi faccio trasferire in Aspromonte! Lui è un operaio di 42 anni, i destinatari di simili affermazioni sono i carabinieri della compagnia di Cassino.

La vicenda
Tutto è accaduto nella serata di giovedì. Il protagonista di una notte particolarmente movimentata è stato proprio un operaio quarantenne che, fermato al centro della città martire, ha iniziato a mostrare i segni tipici di alterazione per l'assunzione di alcol. Per questo motivo i militari non potevano non proporre l'alcol test che però l'uomo ha iniziato a rifiutare. Ma non solo. A quel punto ha addirittura rimesso in moto la macchina per darsi alla fuga immediatamente seguito dall'auto dei carabinieri. Un pericoloso inseguimento lungo le vie urbane, durante il quale sarebbe potuto succedere di tutto, finchè l'operaio non è stato finalmente raggiunto e bloccato. Ma non è ancora finita. Una volta condotto in caserma ha iniziato pure a rivestirsi d'autorità pronunciando il classico "lei non sa chi sono io" e arrivando finanche a minacciare i Carabinieri di farli trasferire in Aspromonte.
Probabilmente i fumi dell'alcol uniti, magari, a un mix di "emozioni" legati alla rocambolesca fuga a bordo dell'auto, questo non si sa. Quello che è certo è per il quarantaduenne è scattato l'arresto, giovedì sera, proprio da parte dai carabinieri della compagnia di Cassino per resistenza a pubblico ufficiale.

La convalida
Nella giornata di ieri, assistito dagli avvocati dello studio Salera, dopo la convalida dell'arresto, accogliendo la richiesta dei difensori, è stato rimesso in libertà. Il giudice Antonio Falchi Delitala ha fissato al primo dicembre la celebrazione del giudizio con rito direttissimo. Resta la scena urbana dell'inseguimento, il frastuono legato alla velocità e alle sirene, la successiva "invettiva" rivolta ai militari dell'Arma secondo il cliché "lei non sa chi sono io".