Sono le 14.20. Una giornata soleggiata. Le nuvole dell'altro ieri sono state spazzate via. Il cielo è azzurro. Arriviamo nel piazzale di fronte alla chiesa del Sacro Cuore, nella parte bassa di Frosinone. Trovare un posto auto libero è quasi impossibile.
Ci voltiamo verso la chiesa e scrutiamo, a vista d'occhio, palloncini bianchi. Al centro ce ne è un altro, a forma di cuore. Rosso. Accanto tantissimi giovani. Molti vestiti a lutto. Di nero. Attendono l'arrivo della bara bianca. Le lacrime sono tante, già prima dell'arrivo del carro funebre. Scendono una dietro l'altra.
Si abbracciano. Si prendono per mano. Cercano di consolarsi a vicenda. Ma il dolore è forte. Troppo forte. I tanti perché, davanti alla morte della loro Benny, restano senza risposta.

Un dolore immenso per la scomparsa di Benedetta Quadrozzi, originaria di Alatri, residente da qualche anno a Frosinone. Una settimana fa l'arresto cardiaco mentre giocava a tennis, nel centro sportivo di viale Europa. Lunedì il decesso all'ospedale "Bambino Gesù".
Ieri accanto ai ragazzi (molti sono compagni di scuola) anche la dirigente scolastica, Erminia Gnagni, del liceo classico "Norberto Turriziani" e i professori. Arrivano anche le suore dell'istituto "Sant'Agostino" dove Benedetta ha trascorso gli anni della scuola primaria. Pian piano si riempiono pure gli ultimi spazi vuoti dello slargo davanti alla chiesa del Sacro Cuore. Alle 15.10 l'arrivo del carro funebre. Un silenzio surreale. Mentre le lacrime continuano a scendere sui volti dei tanti giovani. Anche su quelli degli adulti. Si fa fatica a riuscire a trattenerle.

I ragazzi continuano a tenersi per mano. Anche in chiesa cercano di stare più vicino possibile. Si cercano con lo sguardo, provano a farsi forza, anche per dare conforto in qualche modo a mamma Paola, a papà Pierluigi e al fratello Pierpaolo. Ma non è semplice.
Poi le parole di don Paolo che nell'omelia ricorda quanto fosse altruista Benedetta, disponibile con tutti, soprattutto nel momento di sconforto e difficoltà di un familiare, di un amico, ma anche di chi aveva conosciuto da poco. Per tutti era il sole. Sempre sorridente.

Quanto fosse speciale Benedetta è stato rimarcato anche in tutte le parole trascritte sulle lettere che gli amici e il fratello hanno letto al termine del rito funebre. Parole in cui traspaiono l'amore, l'amicizia, l'affetto di Benedetta a parenti e amici. Frasi, come ha sottolineato don Paolo, che trovano la loro pienezza e il compimento in una parola in cui Gesù ha creduto fino in fondo "essere amici". «L'amicizia, l'amore, la luce che Benedetta ha portato nella nostra vita, noi li vogliamo conservare, e non solo, vogliamo moltiplicarli attraverso l'ascolto di ciò che Gesù ci dice attraverso la sua parola, attraverso anche il diffondere la luce a tanti, affinché nessuno mai ne sia privo e perché il buio della morte possa essere vinto dalla resurrezione di Gesù».

Il ricordo
«Se ci chiedessero di parlare di lei potremmo definirla come un'onda - le parole di un'amica - L'onda è così forte e ogni volta che il mare si allontana verso la terra la tira indietro per riprenderla tra le braccia. Ecco, così eri e sei per noi. Noi siamo il tuo mare. La Benedetta sorridente, sempre frizzantina e anche un po' sbadata che aveva una voglia così tale da fare tutto, riusciva a trascinare tutti con sé. Sempre bellissima, solare».
«In questi giorni non facevo altro che ripetere "non sta succedendo davvero". Non credo che riuscirò mai ad abituarmi all'idea di non sentire il mio nome associato al tuo. Eravamo, siamo e saremo sempre "I Fantastici 4". Quante ne abbiamo combinate, saranno momenti che porterò sempre dentro e ogni volta che ci penserò sorriderò».

Anche una zia ha voluto dedicare un ricordo alla sua speciale nipote. «Benedetta, nel tuo nome un presagio divino, quello della benedizione celeste, capace come nessuno di suscitare amore immenso in chiunque abbia avuto il dono di conoscerti, ma d'improvviso, tremendamente presto, il buio nella nostra vita. I nostri cuori straziati, gonfi di nostalgia frugheranno lassù in cielo, per scorgere nella stella piu splendente, la luce meravigliosa dei tuoi occhi, la candida dolcezza della tua anima». Toccanti anche le parole del fratello: «Tu sei la luce più nitida in una giornata di sole, sei però anche l'immensità di un cielo stellato in una notte scura - alcune frasi estrapolate dalla lunga lettera - Tu sei quella fresca brezza che porta il vento d'estate, sei la forza burrascosa di un oceano in tempesta, tu sei la mia più fida confidente, la mia miglior compagna di vita, tu sei me, ognuno di noi riunito qui oggi. Sei una maestra di vita, colei che è riuscita a lasciare qualcosa in ognuno di noi, più di qualcosa. Tu ci insegni l'amore, quello vero, la bellezza dei piccoli gesti, il valore dell'affetto di un abbraccio. Credo che ognuno di noi dovrebbe cercare, oggi, quella parte che tu stessa hai donato durante i tuoi meravigliosi diciotto anni e fare di quella parte il proprio senso di vita».

 All'uscita della bara dalla chiesa tanti palloncini bianchi tenuti in mano dai ragazzi sulle note della canzone dei Coldplay "A sky full of stars". Altri compagni tengono in mano uno striscione con due foto che la ritraggono con il suo splendido sorriso e su scritto il messaggio "i maestri e i tuoi compagni ti terremo sempre nei loro cuori". I palloncini bianchi e uno a forma di cuore di colore rosso lasciati volare, tra lacrime e applausi. Palloncini che hanno seguito lo stesso percorso, tutti uniti, su nel cielo azzurro, al centro il cuore rosso. Uniti come sono stati e continueranno ad essere Benedetta e i suoi amici, legati per sempre da un bene che va oltre.