Tanti perché. Tante lacrime. Un dolore immenso che ha colpito tutti. Anche chi non ha avuto la fortuna di conoscerla. Perché davanti a una vita spezzata a diciotto anni, insieme ai sogni, ai progetti, è difficile restare impassibili. La percezione dell'incredulità per quanto accaduto alla giovanissima Benedetta Quadrozzi si è avuta da subito dopo il malore che l'ha colpita giovedì scorso mentre giocava a tennis nel centro sportivo di viale Europa a Frosinone. Veglie di preghiera a cui hanno partecipato amici, compagni di scuola e tanta gente, anche persone che non la conoscevano. Viaggi fino a Roma, all'ospedale "Bambino Gesù" per cercare di portare conforto ai genitori.

Nella capitale la diciottenne era stata trasferita venerdì scorso, dallo "Spaziani". E poi gli innumerevoli post che hanno riempito bacheche dei social e gruppi whatsapp soprattutto dopo la notizia del decesso, avvenuto lunedì pomeriggio. Tutti sconvolti. Tanti i messaggi di vicinanza ai familiari, alla mamma, al padre e al fratello. Anche il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli e Alessandra Sardellitti, assessore alle politiche giovanili, hanno espresso il cordoglio ai familiari.

Oggi pomeriggio alle 15, nella chiesa del Sacro Cuore, i funerali di Benedetta, originaria di Alatri ma da anni residente a Frosinone con la sua famiglia. «La nostra città è immersa in un profondo dolore – le parole del sindaco Mastrangeli – Un angelo dolce ci ha lasciato. Spezzare fulmineamente ogni speranza a diciott'anni è tremendamente ingiustificabile ed ogni conforto è veramente difficile. Alla mamma, al papà ed al fratello i sentimenti di cordoglio più sinceri della nostra comunità, della nostra amministrazione e miei personali. Ciao Benedetta».