Si spaccia per un impiegato dell'Inps e raggira due donne. A una promette di interessarsi per far ottenere la pensione di accompagnamento per il padre e all'altra quella di reversibilità del marito, riuscendo a farsi consegnare il denaro, a suo dire necessario per avviare la pratica. Condannato per truffa a un anno e tre mesi di reclusione un sessantenne di Boville Ernica.
Altre tre persone, un altro sessantenne di Castro dei Volsci, un trentanovenne di Boville Ernica e una donna di sessant'anni sempre di Boville Ernica, erano finite a processo per altri simili episodi in cui era coinvolto l'imputato. I primi due sono stati assolti in quanto i reati sono stati estinti per maturata prescrizione, mentre la donna per non aver commesso il fatto. La donna e il trentanovenne assolti sono stati difesi dall'avvocato Danilo Dipani.
La ricostruzione
Stando alle accuse contestate al bovillense, per il quale nei giorni scorsi è stata emessa sentenza di condanna, in un episodio avrebbe truffato una donna di Pofi. L'ha raggirata dicendole di essere un dipendente Inps e di avere la possibilità di far concedere a suo padre una pensione di accompagnamento e gli arretrati della pensione civile da questi già percepita. Si è fatto consegnare dalla donna 1.800 euro, sostenendo che il denaro era necessario per poter avviare l'iter della pratica. In questo modo l'uomo si è procurato un ingiusto profitto.
Simile modus operandi nei confronti di una cittadina di Ceprano. Sempre spacciandosi per un impiegato dell'Inps ha raggirato la vittima sostenendo di potersi interessare per farle ottenere la pensione di reversibilità del marito. Si è fatto consegnare la somma di 750 euro a suo dire sempre per avviare la pratica. Il bovillense è finito così a processo per truffa. Giorni fa la sentenza. All'uomo sono stati inflitti un anno e tre mesi di reclusione. Per lui anche il pagamento delle spese processuali è una multa di 400 euro.