«Il centro Serapide è uno sfregio sul volto della nostra città». Sceglie parole crude il consigliere di minoranza Federico Altobelli per denunciare il degrado e il pericolo dell'ex Tomassi, il mastodonte di cemento incompiuto divenuto un ricettacolo di rifiuti, luogo di malavita e di morte.
«Sarebbe lungo ripercorrere l'iter burocratico e i tanti errori commessi in passato dall'apparato politico-amministrativo del Comune - dice Altobelli - che, oltre al danno di avere un monumento al degrado all'interno del centro cittadino, ha anche determinato la beffa di aver dovuto elargire risarcimenti milionari in favore di alcune ditte che non sono state messe nelle condizioni di operare. Oggi crediamo sia inutile fare polemica contro questa amministrazione che un anno fa aveva promesso di far saltare in aria tutto con la dinamite. Dispiace per chi ci aveva creduto. Noi no».

Quindi Altobelli guarda avanti, al sogno di dare al "mostro di cemento" una nuova vita. «L'ultimo atto è una manifestazione di interesse della Società Mad che, nell'ambito dei piani di rigenerazione urbana approvati dall'amministrazione De Donatis, si è detta disponibile a rilevare l'intero complesso - sottolinea il consigliere di FdI - L'intento è quello di realizzare un nuovo progetto, più sostenibile e compatibile con i carichi urbanistici. Non capiamo per quale ragione l'amministrazione, inopinatamente e frettolosamente, l'abbia subito bloccato. Chiediamo pertanto al sindaco di creare un tavolo di trattativa con la società Mad, quantomeno per valutare la bontà e la serietà dell'iniziativa. Il problema Serapide deve essere risolto una volta per tutte - conclude Altobelli - Se il sindaco vorrà coinvolgerci, siamo disponibili a dialogare per il bene della città».