Revenge porn ed estorsione nei confronti di 12 ragazzine. Accuse per cui sono finiti nei guai un ventottenne di Ceccano, un trentaduenne di Castro dei Volsci e un trentunenne di Roma. L'udienza è stata aggiornata al prossimo 1° marzo poiché uno degli imputati ha nominato un nuovo difensore. L'avvocato Fabio Vicano ha chiesto il termine a difesa per valutare un eventuale rito alternativo.

Presenti ieri mattina nell'aula del tribunale di Frosinone tutte le parti offese, con i loro difensori; qualcuno ha anticipato la volontà di costituirsi parte civile con gli avvocati Cristiana Sordi, Gianmarco De Robertis e Antonino Nobile. Anche l'associazione "Insieme a Marianna" con l'avvocato Antonella Liberatori, ha fatto richiesta di costituirsi parte civile. Richiesta che sarà analizzata nella prossima udienza.

La ricostruzione
Le vittime, all'epoca dei fatti contestati minorenni, tra cui due tredicenni, pensavano che i tre fossero loro amici. Erano riusciti a conquistare la loro fiducia. Ma i tre avevano architettato un piano solo per farsi consegnare foto hot che le ritraevano. Sostenevano di essere dei "maghi" dell'informatica, e di riuscire a entrare nei loro pc e telefoni senza il loro consenso, così da poter inviare immagini che le ritraevano nude, ad amici, familiari, conoscenti. Anche sui social. E se qualcuna tentava di opporsi veniva minacciata di violenze sui familiari. Diverse foto sarebbero finite anche su siti pornografici. Telegram e Instagram i canali utilizzati dai tre, per il loro piano, con falsi profili. «Se non mi mandi le foto e i video che ti chiedo, entro nel tuo telefono e le invio a tutti. Le stampo e le vengo a mettere nella cassette delle lettere di casa tua. Poi prosciugo il conto corrente dei tuoi genitori». Una delle frasi scritte per minacciarle. I tre sostenevano che avrebbero potuto desistere, soltanto se loro stesse avessero mandato foto hot sui loro cellulari. Solo in questo modo, sempre da quanto riferito dai tre alle vittime, quelle immagini non avrebbero fatto il giro dei social e dei gruppi whatsapp, ma sarebbero rimaste tra loro. Per tentare di convincerle inviavano alle stesse, foto di ulteriori ragazze, dicendo loro che le altre erano state obbedienti e avevano girato immagini e video. Gli imputati erano entrati in possesso di immagini di alcune delle vittime; non è stato chiaro capire in che modo fossero riusciti a procurarle. Il ventottenne, il trentunenne e il trentaduenne sono difesi dagli avvocati Fabio Vicano, Tony Ceccarelli e Pietro Polidori.