Uno scontro che si è protratto anche in tribunale. Ex coniugi uno contro l'altro. Prima le accuse di lei, che ha denunciato l'uomo per maltrattamenti in famiglia, stalking, lesioni e minacce, poi la replica dell'uomo che ha reso spontanee dichiarazioni. E nel mezzo una condanna, di settembre, a un anno in primo grado, del tribunale di Aosta, che ora la parte civile ha preannunciato di voler far acquisire anche nel giudizio pendente a Frosinone. Nel corso dell'udienza di ieri, è stata prima ascoltata un'amica della coppia per descrivere il clima che c'era tra i due nel momento in cui si sono separati. Quindi è stata sentita la donna, costituitasi parte civile con l'avvocato Riccardo Masecchia.

Lei si è focalizzata sull'episodio della vacanza estiva a Courmayeur. Ha spiegato di essere andata in Valle d'Aosta con i parenti dell'uomo e di essersi accorta, a un certo punto, durante il viaggio che l'ex marito, un imprenditore, a bordo della Ferrari l'aveva superata un paio di volte lungo il tragitto. Si è lamentata del fatto che quella era la vacanza sua, concordata da tempo. «Si sente onnipotente - ha detto la parte offesa ai giudici - È venuto fin lì per vietarmi di vivere la mia vacanza. Usava Wattsapp di nostra figlia per comunicare con me».

Ha aggiunto anche che «le persone che uscivano con me hanno subito minacce. Non si dovevano avvicinare a me perché ero sua moglie». Ha riferito di un altro episodio di minacce alla persona con cui usciva di bruciargli il Van. Chiamate anonime che la donna ha ricondotto a lui. «L'ha confermato sghignazzando anche a mia figlia», ha sostenuto in aula. Quanto alla vacanza valdostana ha aggiunto: «Era diventata una barzelletta dovevamo chiamare, attraverso il fratello, per sapere dove era lui per non andare nello stesso locale». Evidenziando che lui era con la nuova compagna.

Una testimonianza molto sentita e partecipata, rotta anche dal piano. Alla domanda del giudice ha poi risposto che Courmayeur non era una meta di vacanze comuni, perché prima andavano in Trentino. L'avvocato Nicola Ottaviani, difensore dell'imputato, si è fatto confermare dalla donna che era stata lei in un paio di occasioni, a Isola del Liri e in Val d'Aosta, a entrare nel bar dove c'era l'ex e non viceversa. Il legale ha mostrato anche delle foto con delle ragazze in bikini in montagna.

Quindi l'uomo ha voluto rendere spontanee dichiarazioni, difendendosi con molto calore e partecipazione dalle accuse. Ha affermato che tutto è nato da questioni economiche e che la donna avrebbe mirato alle sue aziende. Ha aggiunto che, data la situazione (l'uomo è passato dal divieto di avvicinamento ai domiciliari dopo i fatti di Aosta) sta perdendo mezzo milione di euro. Ha negato di aver potuto intimorire la donna, facendo pesanti allusioni sui contatti della famiglia di lei.