Ricordi nitidi, momenti scanditi dal racconto di una quotidianità senza troppi slanci. Quella in cui la trentatreenne è stata accoltellata in via Virgilio in realtà era una giornata come tante.
I tre amici - l'arrestato, la giovane donna e il suo compagno - si sarebbero incontrati in strada, a pochi metri dalle loro abitazioni, come erano soliti fare. Poi, però, qualcosa è andato storto.
Una lite per questioni di poco conto iniziata nel primo pomeriggio di quel giorno da dimenticare per cose banali: gestione delle spese familiari, della vita condivisa in generale. Nulla di straordinario. Fino a quando ci sarebbe stata una escalation di tensione: ciò che la giovane ricorderebbe sembrerebbe combaciare in sostanza con quanto descritto da molti passanti quel giorno in via Virgilio.

Parole grosse, quasi urla durante l'alterco con il compagno. Poi il tentativo del trentunenne ora in carcere di difendere l'amica da quella violenza verbale ormai difficilmente contenibile.
In questo momento il piano della violenza si sposta: a litigare sono i due trentenni. Una situazione esplosiva.
Sarebbe stato a quel punto che l'arrestato, D.S., torna a casa, prende un coltellaccio dalla lama di dieci centimetri e raggiunge l'amico. Provando a ferirlo. La vittima (rappresentata dall'avvocato Eleonora Rea come parte offesa) si frappone - come ricostruito dai carabinieri - e finisce a terra con due fendenti incassati all'altezza del fegato e del torace. Poi la corsa in ospedale.

Come accertato subito dopo l'aggressione dai carabinieri della Compagnia di Cassino, il trentunenne sarebbe stato disarmato dal compagno della donna (rappresentato dall'avvocato Giancarlo Corsetti) e da uno studente giunto dopo le urla strazianti della giovane donna. Anche lo studente è stato ascoltato dai militari della Compagnia di Cassino - guidati dal maggiore Anastasia e dal tenente Giorgione - così come il fidanzato della ragazza.
Tutte le loro deposizioni serviranno a delineare un quadro più preciso sulla corretta dinamica dei fatti e sul movente della brutalità.
L'arrestato, invece, dopo l'udienza di convalida è rimasto al San Domenico.