Morì folgorato mentre stava installando una insegna pubblicitaria: tre persone sono finite sotto accusa per la morte del giovane Luca Ceci. Due colleghi devono rispondere, invece, di favoreggiamento. Il prossimo 9 gennaio la sentenza. La Procura ha chiesto un anno e mezzo per il datore di lavoro, altrettanti per il proprietario dell'esercizio commerciale che aveva commissionato l'esecuzione dell'insegna aggiuntiva e per il progettista che ha certificato la conformità dell'impianto.
Chiesto, invece, un anno per i due dipendenti della ditta e colleghi della vittima accusati di favoreggiamento.
Nell'udienza di ieri le arringhe difensive e l'aggiornamento dell'udienza all'inizio del 2023 per la sentenza.

I fatti
Luca Ceci, il giovane operaio del Giglio che ha perso la vita a soli 23 anni, rimase folgorato mentre installava un'insegna pubblicitaria nel piazzale di una attività commerciale, in località Santa Maria Amaseno alla periferia di Veroli. I fatti risalgono al 2014. La salma venne messa a disposizione dell'Autorità giudiziaria e sull'accaduto fu aperto un fascicolo. Sono imputati il datore di lavoro considerato responsabile di "negligenza, imprudenza e imperizia per aver per aver fatto lavorare il giovane sotto tensione elettrica senza sottoporlo ad un'adeguata formazione ed omettendo di valutare i rischi"; il proprietario dell'attività commerciale il quale "non avrebbe accertato la conformità a norma dell'impianto elettrico lasciando che gli operai vi lavorassero"; il progettista che avrebbe "redatto e rilasciato la dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico cui erano collegate le insegne. Sotto processo anche due colleghi di Luca Ceci per aver dichiarato il falso agli investigatori e ai tecnici dell'Asl intervenuti sul luogo della tragedia nell'estate di otto anni fa. I genitori del giovane verolano che si sono costituiti parte civile nel processo, sono assistiti dai legali Antonella Liberatori e Angelo Pincivero. Nel collegio difensivo ci sono gli avvocati Christian Alviani, Nicola Ottaviani, Giampiero Quadrini, Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani.
Per il 9 gennaio 2023, dunque, è prevista la sentenza nel tribunale di Frosinone.