Diversi i procedimenti a suo carico. A quello di maltrattamenti in famiglia si aggiunge quello dell'estorsione, sempre ai danni dei genitori. Genitori che hanno sperato fino all'ultimo che il figlio potesse cambiare, ma così non è stato. Continue le vessazioni, le minacce di morte, i maltrattamenti. Stando alle accuse, pretendeva 20-40 euro giornalieri per acquistare la droga. Davanti al diniego botte e danneggiamento dei mobili in casa. Fissata l'udienza preliminare per un trentunenne di Sgurgola. Si svolgerà il prossimo 27 gennaio. Il giovane è difeso dall'avvocato Mario Cellitti.

La ricostruzione
Il trentunenne è finito nei guai per estorsione ai danni del padre e la madre, costretti a consegnargli, sotto minaccia, i soldi per la droga. «Vi faccio crepare piano piano». Una delle minacce ai genitori.
Il figlio ha diversi procedimenti anche per maltrattamenti in famiglia e violenza privata. Botte e minacce ai genitori davanti al diniego alle sue richieste. In un episodio avrebbe anche rinchiuso in casa i genitori, non permettendo loro di uscire e andare a lavorare.
«Se chiamate i carabinieri vi ammazzo». Una delle frasi rivolte dal trentunenne ai loro genitori. Genitori dai quali pretendeva soldi per la droga e di essere accompagnato nel capoluogo per raggiungere le piazze di spaccio.

In un episodio, stando sempre alle accuse, l'uomo ha colpito il padre con un calcio e la madre alla coscia utilizzando un manico di scopa; ha danneggiato anche i suppellettili di casa e i telefoni cellulari della coppia. In un altro episodio, sempre stando alle accuse, ha chiuso la porta di casa a chiave posizionando poi alcuni mobili davanti al portone, costringendo il padre a non recarsi a lavoro e la madre a non uscire di casa.
Stanchi delle continue vessazioni, tali da cagionare sofferenze, privazioni e umiliazioni incompatibili con normali condizioni di vita, la coppia è stata costretta a denunciare il figlio.
A gennaio l'udienza preliminare nel tribunale di Frosinone per il reato di estorsione.