Un sabato lavorativo quello dell'altro ieri ed è già questa una "notizia" dal momento che da mesi Stellantis annuncia i recuperi ma puntualmente vengono annullati. Due soli quelli andati a buon fine da inizio anno. Così sabato 5 la giornata di produzione si è svolta regolarmente come pure alcune realtà interne o di componentistica hanno tenuto aperti i cancelli. Tuttavia non tutti gli operai hanno risposto "presente", al contrario risultavano assenti centinaia di operai.

Si sono prodotte 155 vetture a fronte dell'abituale produzione giornaliera di 310 vetture. In genere, sul turno unico, si sfornano tra il 150 e i 170 suv Grecale e tra i 140 e i 160 modelli Alfa Romeo divisi tra Giulia e Stelvio. Insomma, lo sciopero, indetto solo dalla Flmu-Cub, ha avuto un'alta adesione, «che ha costretto l'azienda a chiudere i reparti di verniciatura e lastratura e a spostare i lavoratori al montaggio per coprire le assenze».

Recita una nota proprio del sindacato. Lo stesso che aggiunge: «La giornata di sabato 5 è stata una giornata di recupero produttivo, retribuita a sole 20 euro lorde al giorno, grazie agli accordi sindacali, preceduta dalla giornata di lunedì 31 ottobre. Lunedì, difatti, l'azienda ha utilizzato i permessi dei lavoratori per il fermo produttivo collettivo. Una politica aziendale indirizzata a nuove forme di utilizzo dell'orario lavorativo, su un unico turno di lavoro e sulla retribuzione della stessa giornata di lavoro: a casa pagato con i tuoi permessi e ferie, quando si lavora per recupero "ti pago 20 euro per il disturbo, abolendo lo straordinario"».

Gli operai della Fca di Cassino, come tutto l'indotto, sono sfibrati da anni di cassa integrazione e Contratti di Solidarietà e, per questo necessitano di un salario certo.
Entro l'anno, si spera, dovrebbe chiudersi la trattativa con le sigle sindacali confederali per arrivare a verificare le condizioni - tra le altre richieste - di un aumento in busta paga già a partire dal primo gennaio 2023. E il sindacato di base si allaccia proprio a questa trattativa citando la data del 19 ottobre quando si è tenuta in fabbrica un'assemblea in merito al rinnovo del Contratto Nazionale Stellantis, indetta dal consiglio delle Rsa. Ad aprire l'assemblea sono stati i segretari provinciali della Uilm e Fim-Cisl, i quali hanno accennato in merito a una ipotetica richiesta aziendale di voler modificare gli orari di lavoro.

«In assemblea i lavoratori, compreso tutti i delegati sindacali presenti, hanno votato per ben due volte, a unanimità, "No a qualsiasi ulteriore modifica dell'orario di lavoro e "No" a eventuali articolazioni degli orari di lavoro esistenti». Di qui la critica della Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base sia verso l'azienda che verso i sindacati confederali che «si apprestano non solo ad abolire gli ultimi diritti ma ad appropriarsi anche della nostra libertà sociale, volendo modificare la nostra qualità di vita persino fuori dalle mura aziendali».

Il 15 novembre prossimo i sindacati confederali incontreranno i vertici aziendali. «Oggi più di ieri, la responsabilità politica ci obbliga a tutelare l'interesse dei lavoratori. In un fase storica e sociale che sta accelerando un impoverimento di massa, bisogna avere il coraggio di ridistribuire la ricchezza. Il nostro territorio ruota intorno alla produzione Stellantis e al suo indotto. L'impoverimento dell'operaio si rifletterà sul commercio, sull'alberghiero e sulla ristorazione. Lo Stato e le istituzioni hanno il dovere di chiedere "sacrifici" alla grande industria. Non possiamo sempre e solo pagare noi lavoratori e contribuenti».

Il Grecale piace tanto
«Un giorno Maserati potrebbe concorrere anche da sola», ha più che ventilato Richard Palmer, Cfo di Stellantis, intervenuto a una conferenza relativa ai risultati finanziari del Gruppo, pur non trattandosi di una eventualità prossima. L'aspetto positivo riguarda i numeri del gruppo con una crescita che nell'anno si è attestata a +41%, fino a 24.300 unità, e un fatturato pari a 2 miliardi di euro in virtù di immatricolazioni che durante il terzo trimestre sono salite del 14%. I ricavi invece raggiungono quota +23% rispetto al terzo trimestre dell'anno scorso, per un totale pari a 630 milioni di euro. A chi sono legati buona parte di questi numeri? Anche all'introduzione in gamma del nuovo Grecale. È richiesto e accattivante e sta navigando in tutto il mondo. Ma nel mercato dell'automotive si corre a grandissima velocità. Ora si guarda pure alla nuova GranTurismo, disponibile anche in versione Folgore, la prima elettrica del Tridente. Il brand Folgore interesserà poi anche lo stesso Grecale: le linee a Cassino Plant sono pronte.