Quella della "tanica" di alcolici lasciata lungo le vie del centro di Cassino (e diventata popolare ieri sui social) è solo l'immagine simbolo dell'ennesima nottata alcolica dove i protagonisti sono soprattutto minorenni. Come una rondine non fa primavera, una bottiglia non dovrebbe fotografare un fenomeno intero, peccato solo che - in questo caso - ce ne sono a bizzeffe e lo sanno bene anche gli addetti della società di pulizia che iniziano il loro giro, la domenica mattina, proprio dalle zone centrali della città, quelle dove si è scatenata la movida superalcolica.

E se i bicchierini "uno tira l'altro" sono il lusso di molte tasche, i minorenni preferiscono spesso rifugiarsi in aree come quella dell'ex mercato coperto - mai tramontata - e tirare fuori dalle buste le bottiglie del "super sballo" portate da casa. Fanno le ore piccole, chiaramente, e una volta "carichi" a dovere, iniziano a mettersi in moto e a gironzolare ovunque, dando luogo pure a risse o litigi come se nulla fosse. Sì perché sono frequenti, anche se mancano i video (come nel caso delle ragazze che si sono picchiate a sediate) che le immortalano, anche se manca l'ulteriore fotografia della scena di chi assiste immobile e si fa anche qualche risata perché almeno c'è movimento.
Scene che diventano quasi ordinarie per i residenti che non riescono a dormire. E che hanno paura di affacciarsi alle finestre per lamentarsi.

Quando accade il mini "branco" alcolizzato si ribella. È storia urbana ormai. Solo un mese fa in centro ci ha provato un signore in cerca di pace, si è solo affacciato al balcone per invocare silenzio e al mattino ha trovato le ruote della sua auto squartate. «Abbiamo paura», dice soltanto un altro residente del centro perché se si lamentano ci rimettono le automobili e i portoni dei palazzi. E poi il costo del meccanico - è il caso, tra tanti, di un altro grave danneggiamento a una macchina parcheggiata sotto al proprio palazzo - è costosissimo. Come pure far riparare i portoni dei condomini presi a calci nella notte.

«Lo fanno per vendetta», non voglio essere disturbati nella loro baldoria, restando serenamente a percorrere quel loro andirivieni nelle stesse aree centrali tra urla e grasse risate. Poi lasciano pure i loro bisogni dove capita, anche negli androni dei palazzi. Come se fosse casa loro.
Ed è in un certo senso è "casa loro" perché, instaurato un clima di terrore, possono fare ciò che l'istinto comanda.
Ed è quasi inutile ricordare lo spaccio e le sue traiettorie urbane: durante la movida c'è un gran giro d'affari e pure la cocaina è diventa alla portata di tutti. Con un grammo, ormai a buon prezzo, escono varie dosi e per gli acquirenti la serata è garantita! Genitori e scuola devono essere capaci di fissare regole chiare, senza avere paura: ha detto qualche giorno fa l'assessore Luigi Maccaro al Tgr della Rai che si era occupato proprio della rissa tra ragazze tra l'indifferenza dei presenti.

Noia e assenza di buoni esempi, secondo Maccaro, rappresentano la molla scatenante di parecchie devianze ma l'esponente della giunta aveva tolto il coperchio anche da un altro pentolone in costante ebollizione, quello dei mancati finanziamenti per le politiche giovanili, quello di un impegno rivolto ai centri di aggregazione che poi non trovano mai il giusto contributo istituzionale. Altrimenti la movida alcolica e le risse continueranno il loro percorso senza troppi intoppi e chi resta a guardare continuerà a sperare che non accada mai qualcosa di imperdonabile per la società tutta.