Tornano i provvedimenti di limitazione del traffico. Domani, infatti, il Comune renderà noto il calendario dei blocchi (domeniche ecologiche e targhe alterne) per fronteggiare, come ogni anno, l'emergenza legata alle polveri sottili. Frosinone e il resto delle Valle del Sacco, infatti, rientra tra le aree più critiche del Lazio (e d'Italia) per le quali sono previsti specifici provvedimenti nell'ambito del piano regionale di risanamento della qualità dell'aria. Piano che, recentemente, ha avuto una serie di aggiustamenti.

Una volta definito le misure degli stop alla circolazione (ma nel piano ci sono provvedimenti mirate per i riscaldamenti civili, per le industrie e per l'agricoltura) poi, il 14 novembre, si riunirà anche la commissione consiliare Ambiente per discutere proprio dell'aggiornamento del piano di risanamento della qualità dell'aria con i dirigenti dell'Arpa Lazio Massimo Magliocchetti, del servizio qualità dell'aria e monitoraggio degli agenti fisici, e Alessandro Di Giosa, del centro regionale qualità dell'aria.

L'assessore regionale Roberta Lombardi aveva spiegato che l'aggiornamento del piano «ha rappresentato un modello di pianificazione forse unico nel suo genere, in quanto si è dovuto costantemente prestare attenzione all'aggiornamento continuo dei dati sullo stato della qualità dell'aria della nostra regione, consentendo quindi un riscontro immediato rispetto all'obiettivo centrale, che è quello della protezione della salute dei cittadini».

Peraltro, spiegava ancora l'assessore «l'aggiornamento del piano si pone come obiettivo principale il raggiungimento entro l'anno 2025 dei valori-limite» in attuazione della «della Direttiva europea 50/2008 relativa alla qualità dell'aria». L'assessora ha aggiunto che «l'aggiornamento è stato necessario per far fronte alle criticità rilevate dalla Commissione europea, che con diverse procedure di infrazione, nel 2014, nel 2015, e l'ultima, nel 2020 ha contestato all'Italia il superamento sistematico e continuativo dei valori limite giornalieri e annuale applicabili alle concentrazioni di particelle Pm10, nonché di biossido di azoto rispetto a due aree per quanto riguarda la nostra regione, la Valle del Sacco per quanto riguarda le Pm10 e l'agglomerato di Roma per le Pm10 e il biossido di azoto».

Nell'aggiornamento si legge che il piano «si pone l'obiettivo di raggiungere livelli di qualità nell'aria ambiente volti a evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso e perseguire il mantenimento dei livelli di qualità dell'aria, laddove buona, e migliorarla negli altri casi». Le misure adottate dalla Regione negli anni «hanno permesso di ottenere un significativo miglioramento della qualità dell'aria, tuttavia permangono ancora alcune criticità legate al superamento degli standard di qualità dell'aria di particolato atmosferico (Pm10 e Pm2,5) e biossido di azoto (NO2). È pertanto indispensabile per motivi di carattere sanitari e giuridici, attuare tutte le misure necessarie al fine di rispettare i valori limite di qualità dell'aria». Per questo aspetto l'obiettivo è «conseguire livelli di qualità dell'aria che non producano impatti o rischi inaccettabili per la salute umana e l'ambiente».

I principali settori individuati sui quali agire nel Lazio sono: la combustione non industriale (per ridurre le emissioni derivanti in particolare ma non solo dalle biomasse legnose con interventi di manutenzione e di rinnovo degli impianti e azioni di efficientamento energetico), trasporti su strada (riducendo le emissioni degli ossidi di azoto derivanti dai motori a diesel e a benzina), industria (per ridurre le emissioni degli ossidi di azoto derivanti dai processi produttivi) e agricoltura (con l'obiettivo di limitare le emissioni di ammoniaca).
Per le province di Frosinone e Roma, come in passato, viste le criticità esistenti, sono previste specifiche misure. Esse riguardano la riduzione delle emissioni dal traffico, dagli impianti industriali e da quelli termici civili. Previsto il rinnovo e il potenziamento dei trasporto pubblico con mezzi a basso impatto, incentivi all'uso del mezzo pubblico, ammodernamento delle flotte dei servizi pubblici, adozione da parte dei comuni del piano urbano del traffico, limitazione della circolazione nel centro urbano, adozione del piano del traffico merci.

Quindi, per Frosinone e Roma sono indicate ulteriori misure più restrittive sulla circolazione dei mezzi privati e del trasporto pubblico, nonché opere per velocizzare il trasporto pubblico e parcheggi di scambio. Per le città oltre i 30.000 abitanti si prevede di implementare la mobilità sostenibile, lo sviluppo di servizi di smart cirty, la diffusione di veicoli elettrici, il rinnovo dei veicoli con mezzi a basso impatto inquinante, la sostituzione delle caldaie a biomasse con caldaie a biomassa più efficienti, l'obbligo di utilizzo, nei generatori di calore a pellet, di pellet certificato A1, l'ampliamento delle zone coperte da metanizzazione, il miglioramento delle prestazioni emissive per le industrie, la promozione di iniziative volte alla costruzione di piattaforme energetiche industriali di fornitura centralizzata di energica elettrica e termica.