Prigionieri nella propria casa senza avere la possibilità di uscire. Prigionieri lungo le strade allagati. Prigionieri di auto inondate e spente. E prigionieri pure della paura, del terrore di non farcela. Della tragedia sfiorata, in alcune zone. Insieme, ieri, la furia dei cieli e l'incapacità della terra di contenere tanta acqua. E pure la furia dei residenti, di quelli che tanto avevano gridato la parola "manutenzione" sapendo a memoria a quali rischi andavano incontro.

E gli anziani? Così spaventati in aree dove l'acqua entrava nelle loro abitazioni e loro, da soli, avevano un'unica speranza riposta nella chiamata ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine. Poi nella chiamata ai familiari, ai vicini, ai comitati di quartiere per capire che cosa stesse accadendo. E perché quel fiume di acqua avesse sommerso giardini e case fino al primo piano.

Bomba d'acqua: la terra non regge
Una "bomba" è esplosa, si è detto poco dopo le otto, facendo riferimento alla bomba d'acqua che ha causato i maggiori problemi a Cervaro e a Cassino, nel tratto di via Sant'Angelo. Una bomba che ha paralizzato migliaia di residenti. Impauriti e impossibilitati a varcare l'ingresso della propria abitazione. Auto allagate insieme alle cantine e ai garage mentre le strade erano spaventose, o meglio ancora paragonabili a veri e propri "corsi di acqua" lungo quell'asfalto irriconoscibile e sommerso da fango e acqua piovana. A Campo dei Monaci il grido dei residenti è stato spaventoso quanto le intemperie esattamente come la situazione davanti ai loro occhi: il fiume di acqua ha reso impossibile avventurarsi per strada. Impossibile, dunque, andare al lavoro o pensare soltanto di portare i figli a scuola. «Serve più manutenzione di fossi e cunette, così non si può andare avanti». Hanno detto a gran voce per tutta la mattinata di ieri gli abitanti ormai esausti.

A Cervaro bloccata la Casilina
E il loro monito è simile ai residenti di Cervaro, bloccati allo stesso modo. Le aree di confine, come quella con San Vittore o la principale, la Casilina Sud sono state rese impraticabili. Le esondazioni dei canali e del fiume "Rio" hanno trascinato il loro carico lungo le arterie e nessuno poteva muoversi. Immobilizzati dal maltempo. Difficile pure tornare indietro per chi si era avventurato nella speranza di raggiungere la città martire. Prigionieri, in questo caso, della strada stessa. Protezione civile, Vigili del Fuoco e operai dell'Anas non si sono risparmiati.

Le chiusure d'urgenza
Sono corsi in ogni zona critica per evitare il peggio e hanno finanche deciso di chiudere il tratto di via Sordella fino a ora di pranzo. Il vice sindaco di Cervaro, a un certo punto, ha pubblicato un'ordinanza urgente per chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Zona Foresta a pezzi
In zona Foresta l'ira è arrivata alle stelle. Varie le segnalazioni dei cittadini, in particolare del presidente del Comitato di quartiere, Alessandro Ranaldi, a fare manutenzione in un'area devastata da tempo immemore. Vera e propria "ira" dopo tante segnalazioni e articoli di stampa per denunciare le cunette invase dalla vegetazione, tra le altre problematiche. Come pure le denunce della stessa opposizione consiliare che hanno spesso tenuto banco. «Esprimo l'angoscia di tutti, troppe le persone che hanno avuto le case allagate - ha detto proprio Ranaldi - con danni enormi per le famiglie: ai piani terra sono saltate le caldaie, gli elettrodomestici, i termocamini, i cancelli elettrici. La gente, da ore, sta buttando fuori l'acqua, il canale si è ostruito e l'acqua si è riversata sulle strade e, di conseguenza, è entrata con violenza nelle case: la gente non è potuta andare al lavoro né i ragazzi a scuola. Alcune famiglie hanno perso finanche i vestiti negli armadi, in particolare il guardaroba dei bambini. Lungo via Fontana dei Banditi-incrocio via Foresta l'acqua ha preso la discesa e la gente è rimasta chiusa dentro, c'erano tante persone anziane che hanno dovuto chiamare i vigili del fuoco e i carabinieri che, a loro volta, era impegnati in tanti altri interventi. Ora la paura non ci ha certo abbandonato, può esondare il Rio Grande se continua a piovere come sta facendo ancora e ancora. Fa rabbia perché continuiamo a segnalare di pulire, di fare manutenzione, di provvedere per tempo. Fa rabbia. Abbiamo segnalato le cunette sporche, ingolfate, abbiamo detto e ridetto che bastano due gocce per allagare tutto e adesso non possiamo più tornare a casa. Io devo rientrare dal lavoro e in via Tre Ponti è tutto allagato. C'è il canale di scolo denominato Rio e piccoli canali che ogni volta esondano. L'ho segnalato, come presidente del comitato, tante volte. Ci sono stati articoli sul giornale ma niente. Non viene fatta la manutenzione ordinaria che noi paghiamo. Allora i servizi dove sono? Parlo di Comune e di Consorzio di bonifica. Abbiamo mandato varie pec a entrambi anche per far pulire la strada dove crescono le canne e non si vede nulla. Magari vengono a pulire ma dopo un mese cresce tutto di nuovo.
Via Tre Ponti non si sa neppure se sia del Comune oppure del Consorzio, non fanno luce su nulla. E, quindi, chi la deve mettere in sicurezza? Anche sulla illuminazione stessa storia. Ci sono i fondi stanziati, il progetto fatto ma noi aspettiamo che qualcosa venga realizzato mentre i ladri tentano continuamente di rubare. Eppure abbiamo 4 strade di snodo nella periferie: via Foresta, via Tre Ponti, le Pastenelle e Santa Lucia. Bastano 4 telecamere. Ma nulla. Anche se denunciamo, anche se escono articoli di stampa, anche se inviamo pec siamo costretti a vivere con la paura di tutto: adesso dell'acqua che ha invaso la nostra zona in maniera devastante».

Inferno in via Sant'Angelo
Impossibile anche per una gran parte della Valle dei Santi raggiungere Cassino: via Sant'Angelo è rimasta paralizzata per ore. I bus immersi nell'acqua insieme alle auto in coda non riuscivano a raggiungere e varie destinazioni scolastiche. Giorno di "festa" forzata per una miriade di alunni come pure disagi per il lavoro dei loro genitori. Fiumi di acqua a impedirlo, per rendere una fotografia semplificata dell'accaduto. In realtà è stato un inferno in terra. Una vera e propria bufera dove cieli e terra hanno fatto la loro parte: la pioggia dall'alto e le "debolezze" idrogeologiche della terra dall'altra. E la pioggia continua a cadere. A ritmo più lento. Ma la terra è già gravemente provata. E alla prima prova generale dell'inverno ha già rigurgitato la sua instabilità.