«È evidente che tale ulteriore elemento di criticità produrrà inevitabilmente un conseguente aumento dei costi dei conferimenti a causa della necessaria attuazione di flussi di conferimento presso sbocchi extra-territorio di competenza d'ambito, ciò soprattutto per quanto concerne gli Ato di Frosinone e Latina». Lo ha scritto qualche giorno fa la Regione Lazio, in una lettera indirizzata alle Province di Frosinone e di Latina. Per annunciare che «sin dai primi giorni di novembre 2022 la discarica di Viterbo cesserà di ricevere i flussi dei conferimenti provenienti dai territori extra-ambito, garantendo esclusivamente quelli inerenti il proprio ambito, ossia quelli provenienti da Viterbo e Rieti».

Peraltro per oggi e domani la Direzione regionale del ciclo dei rifiuti ha convocato i diversi gestori degli impianti di trattamento nel Lazio. Per fare il punto della situazione sia sulle necessità che sulle soluzioni. In provincia di Frosinone, come riferito nell'edizione di ieri, per i prossimi due mesi l'emergenza rifiuti è stata scongiurata grazie all'iniziativa presa dalla Saf. L'immondizia prodotta in Ciociaria (200-230 tonnellate quotidiane) sarà smaltita nei termovalorizzatori del nord Italia. Precisamente, una parte nell'impianto di Brescia, un'altra parte in alcune strutture dell'Emilia Romagna. Poi, dal primo gennaio 2023, bisognerà capire l'evolversi della situazione. Il nodo da sciogliere è sempre quello della mancanza di una discarica. Una situazione che in Ciociaria va avanti da un anno e mezzo. Tra le opzioni possibili c'è pure lo smaltimento all'estero: Olanda, Germania, Austria.

Nella lettera dei giorni scorsi della Regione alle Province di Frosinone e Latina si rileva: «Si vuole quindi porre l'attenzione su quello che sarà l'inevitabile aumento dei costi di gestione che tale situazione critica aggraverà ancora di più dalla prossima imminente data di sospensione dell'operatività della discarica di Viterbo, ciò a causa della necessità di dover conferire i rifiuti non solo presso territori extra-regionali ma ulteriormente extra-nazionali, che garantiscano gli sbocchi necessari di cui si discute qualora non siano state individuate soluzioni sui territori anche con l'adozione di atti straordinari».

E si sottolinea «l'inevitabile forte aumento dei costi che i Comuni del Lazio dovranno sostenere per i necessari conferimenti extra-territoriali». La Regione invita le Province di Frosinone e Latina «a voler immediatamente interloquire con i Comuni di propria competenza, illustrando la situazione... ed informandoli che a breve si dovrà affrontare un forte aumento dei costi di gestione per garantire la chiusura del ciclo rifiuti». Evidente il riferimento ai possibili aumenti della Tari. La posizione della Provincia è quella esplicitata più volte del presidente Antonio Pompeo: «Vale la pena ricordare che la provincia di Frosinone è stata una delle prime nel Lazio a definire e chiudere il suo ciclo dei rifiuti.

Un processo che ci avrebbe consentito di essere autosufficienti fino al 2026. Questa condizione è poi saltata a causa del conferimento nell'unico sito sul nostro territorio di rifiuti extra provinciali». Il riferimento è ai rifiuti romani trattati per anni in Ciociaria. Sempre Pompeo: «Il continuo ricorso ai nostri impianti ha determinato, come tutti sanno, l'esaurimento anticipato del IV bacino e la Provincia ha dovuto rivedere l'intero cronoprogramma per l'individuazione delle aree bianche da sottoporre successivamente alla Regione Lazio per la scelta finale. Predisporre un piano e approvarlo prevede un procedimento complesso che, seppur stralciato dal Ptpg per velocizzarlo, ha bisogno dei suoi tempi. Numerosi sono i fattori da dover considerare, primi tra tutti i vincoli naturalistici e ambientali, oltre agli aspetti logistici e annessi. La Provincia, nonostante la sua autosufficienza fino al 2026, ha affidato, con largo anticipo, la redazione del nuovo piano al Politecnico di Torino che sta acquisendo tutti i dati, anche di altri enti. Soltanto e quando questi ultimi provvederanno a fornire la documentazione necessaria si potrà arrivare alla stesura del piano definitivo e al coinvolgimento dei Comuni nella procedura di elaborazione».