«Le elezioni regionali le abbiamo già vinte. Per esempio nel 2013 e nel 2018, quando, nello stesso giorno alle politiche registravamo una durissima sconfitta. Anche le provinciali abbiamo vinto, sempre. Sappiamo come si fa, sappiamo come si vince». Mauro Buschini, consigliere regionale del Pd e coordinatore della maggioranza nel Consiglio della Pisana, tira fuori l'orgoglio ma anche l'analisi. Rileva: «Dico questo perché l'autocritica è giusta, il catastrofismo no. Il Pd ha le carte in regola per confermarsi alla guida della Regione e della Provincia. Il centrodestra ha vinto le elezioni politiche e ha piena legittimazione a governare. Ma non è maggioranza nel Paese. Il Pd saprà ritrovarsi all'opposizione. Una cosa va detta però: in campagna elettorale tutti, perfino i potenziali alleati, si sono preoccupati prioritariamente di attaccare noi, di togliere voti a noi, di impedire al fronte progressista di organizzarsi per vincere. Nonostante tutto questo siamo il secondo partito del Paese e senza i Democrat non esiste alcuna alternativa credibile alla Destra».

Aggiunge: «Nel Lazio abbiamo governato bene ed è unanimemente riconosciuto. Basterebbe citare l'uscita dal commissariamento della sanità, i tempi di pagamento, le innovazioni legislative in tema di diritti e di opportunità. Personalmente ho scelto la strada più impegnativa ma più bella: il confronto diretto con i cittadini, con la gente. Comune per Comune, borgo per borgo, nei luoghi di lavoro, di studio e di aggregazione sociale. L'ho fatto per ascoltare i problemi concreti, l'ho fatto consapevole che a volte sarò contestato. Ma proprio dalle critiche si capiscono gli errori e si migliora. Il Pd ha come "missione" quella di occuparsi delle fasce più deboli della popolazione, di garantire la salvaguardia di diritti faticosamente conquistati, di ascoltare la gente e tradurre in proposte e provvedimenti amministrativi le richieste.

È vero: negli ultimi anni abbiamo smarrito una parte di sentiero. Non è una giustificazione, ma ci siamo assunti l'onere di governare il Paese in un momento storico mai vissuto prima. Mi riferisco alla crisi economica, alla pandemia, alla guerra. Oggi il filo con il nostro popolo va riannodato. Punto. Un'ultima cosa: la Destra attacca un giorno sì e l'altro pure l'ipotesi del Campo Largo. Lo fa perché sa che quel modello sarebbe maggioranza nel Paese. Nel Lazio quel modello esiste già. L'alleanza tra Pd, Cinque Stelle, Azione e Italia Viva ha prodotto buon governo. In queste ore stanno crescendo gli appelli da parte del nostro popolo a stare insieme, a non regalare la Regione Lazio alla destra non per mancanza di consenso, ma per un errore strategico e politico. Continuiamo sulla strada della condivisione, dei progetti e dei programmi come abbiamo fatto finora. Senza pregiudizi».