In Congo sono arrivati anche un computer e una stampante in nome di Giovanni Di Vito. La comunità di Castelnuovo Parano, dove il dipendente postale di Coreno Ausonio, morto in un incidente stradale sulla superstrada Cassino-Formia lo scorso 31 luglio mentre era in sella alla sua Ducati , lavorava da diverso tempo, ha voluto fare il generoso gesto di beneficenza in memoria del quarantenne.

«La donazione – ha spiegato Alessandra Zegarelli, la presidente dell'associazione Mapendo Uvira onlus attiva nello stato africano - ci ha permesso di acquistare un pc e una stampante per l'amministrazione di una delle scuole che seguiamo in Congo. Il dolore rimane dentro di noi tutti, ma i gesti, quelli belli, restano e producono quel bene, che è l'unica grande consolazione, di aver percorso un pezzetto di questo viaggio, con persone che sappiamo erano speciali».

Toccanti le parole espresse dalla comunità castelnuovese, presente alla messa solenne che si è tenuta qualche giorno fa e che ha visto in prima fila, commosso, il sindaco Oreste De Bellis: «Per la nostra comunità è stata un'esigenza profonda e sentita quella di stringersi oggi, con questa Eucarestia, attorno a voi familiari e di partecipare al vostro immenso dolore. Giovanni lo abbiamo conosciuto e apprezzato per la sua professionalità ma non solo, soprattutto gli abbiamo voluto bene per le sue doti umane: la sua calma, la sua pazienza, il suo sorriso, la sua disponibilità ad ascoltare le problematiche di ciascuno di noi, la sua sensibilità verso i più fragili. Pur nell'assolvimento doveroso e scrupoloso dei suoi compiti, delle sue mansioni, ha trovato il tempo di aprirsi alle relazioni umane, agli altri. È questo il caro ricordo che abbiamo di lui e che ci porteremo per sempre dentro. Giovanni aveva sempre la parola giusta per ognuno di noi, anche di conforto, era un motivatore, lo faceva in palestra con i suoi ragazzi, ma anche nella vita di tutti i giorni. Con le sue parole infondeva fiducia e speranza. Ecco che, come Comunità, ci teniamo a donare una piccola offerta alla sua famiglia, per la realizzazione di un progetto, di un'opera di bene, perché no di un sogno che possa donare speranza a chiunque altro, a nome di Giovanni, in suo ricordo».

Il cuore di Giovanni Di Vito già era arrivato in Congo all'indomani della sua tragica morte, perché la sua famiglia ha affidato alla stessa associazione "Mapendo Uvira" il denaro ricavato dalle offerte raccolte durante il funerale perché fosse allestito un campo da calcio e fosse organizzata una squadra in Africa. Giovanni era uno sportivo e gestiva una palestra. "Vietato arrendersi, respira a fondo e continua" era il suo motto motivazionale. Questo il messaggio che hanno voluto ricordare gli amici e i parenti il giorno del funerale, stampandolo perfino sulle magliette.

Questo adesso è anche il motto arrivato fino in Congo, perché è così che la famiglia, i parenti, i colleghi e gli amici hanno voluto ricordare Giovanni, donando a chi non ha nulla la possibilità di essere felice, giocando con veri palloni di cuoio e non con palle di carta, di indossare una vera divisa in campo e di tirare finalmente contro porte e reti nuove. Una vera squadra in nome di Giovanni, con tutta l'attrezzatura sportiva, si è dunque formata al seminario minore "Notre Dame d'Afrique" di Mungombe, nella Repubblica Democratica del Congo.