È allarme morti sul lavoro nella provincia di Frosinone. A lanciarla è l'Osservatorio sicurezza sul lavoro di vega Engineering. La provincia di Frosinone è seconda in Italia per numero di infortuni mortali sul lavoro in rapporto al numero di occupati. Peggio del Frusinate fa solo la provincia di Aosta. Secondo lo studio nell'anno in corso, con numeri aggiornati a tuto settembre e pubblicati in questi giorni, in Cioicaria si contano 13 infortuni mortali su un totale di 168.349 occupati e un indice di incidenza degli infortuni mortali sul totale dei lavoratori attivi di 77,2.

Rispetto allo scorso anno Frosinone peggiora visto che, a settembre 2021, era venticinquesima in Italia con un indice di 49,7 e 8 infortuni mortali su 161.069 occupati. Al primo posto, quest'anno, c'è Aosta con un indice di 113 8 e 6 infortuni mortali. Sul gradino più basso del podio di questa poco invidiabile graduatoria c'è Matera con un indice di 74,8 e 5 infortuni mortali. A scendere la classifica troviamo Alessandria, Ascoli Piceno, Bolzano, Asti, Foggia, Taranto e Catania. Le altre del Lazio sono decisamente più indietro: Latina è cinquantatreesima con un indice di 24,3 e 5 infortuni mortali su 206.027 occupati, Roma è sessantaquattresima con un indice ci 19,7 e 34 infortuni mortali su 1.723.846 occupati.
Più staccate Viterbo, novantaquattresima con un indice di 9, un solo decesso e 111.269 occupati e Rieti, novantottesima, a zero per indice e infortuni mortali su 56.255 occupati.

In compagnia di Rieti, senza infortuni mortali ci sono sette province, Biella, Gorizia, Isernia, Massa Carrara, Pordenone, Sud Sardegna e Trieste. Per numero di casi totali si segnalano i 34 decessi di Roma, i 27 di Milano, i 23 di Brescia, i 21 di Napoli e i 20 di Torino. Da Vega Engineering osservano che «da gennaio a settembre 2022 sono stati 574 gli infortuni mortali in occasione di lavoro e 216 quelli in itinere. E gli stranieri hanno un rischio di infortunio mortale doppio rispetto agli italiani. Sebbene le statistiche ufficiali facciano rilevare 120 vittime in meno rispetto a settembre 2021, gli esperti dell'osservatorio mestrino spiegano come la flessione continui ad essere contaminata dalle numerose morti per Covid che avevano amplificato il numero dei decessi sul lavoro del 2021. Intanto a raccontare la drammaticità della situazione ci sono anche le denunce di infortunio complessive (mortali e non): + 35% rispetto a settembre 2021. La sanità è ancora il settore più colpito, seguito da attività manifatturiere e trasporti. Sul podio dell'insicurezza in zona rossa ci sono Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Calabria e Umbria».

La Lombardia con 93 è la regione con il maggior numero di infortuni mortali. Seguono: Lazio (53) e Veneto (52). Vega rileva che «la fascia d'età più colpita dagli infortuni mortali sul lavoro è sempre quella tra i 55 e i 64 anni (218 su un totale di 574). Ma l'indice di incidenza più alto di mortalità rispetto agli occupati viene rilevato ancora tra i lavoratori più anziani, gli ultrasessantacinquenni, che registrano 73,8 infortuni mortali ogni milione di occupati».