Si apre una settimana decisiva per le candidature alla presidenza della Regione Lazio. La data da cerchiare in rosso è venerdì 4 novembre. Se il giorno prima (o anche nella notte) il consiglio della Pisana approverà il Collegato di bilancio, allora Nicola Zingaretti potrebbe dimettersi da presidente, carica "incompatibile" con quella di deputato. Alle urne si dovrà andare entro tre mesi. La data più probabile è il 5 febbraio, ma c'è pure l'opzione 29 gennaio. Zingaretti è l'unico ad aver vinto due volte consecutive: ha ricoperto il ruolo di Governatore per due mandati, vale a dire dieci anni. Comunque la si veda, si chiude un ciclo.

I candidati alla presidenza
Nel centrosinistra dipende tutto dalle alleanze. In questo momento immaginare di presentare la stessa coalizione che ha appoggiato Zingaretti è una sorta di missione impossibile. Cioè con dentro sia il Movimento Cinque Stelle che Azione e Italia Viva. Il leader pentastellato Giuseppe Conte non è affatto convinto. Mentre Calenda ha ribadito il criterio dal suo punto di vista: "O noi o i Cinque Stelle". Nei Democrat i nomi più forti rimangono quelli del vicepresidente Daniele Leodori e dell'assessore Alessio D'Amato. Leodori però ha detto che senza Campo Largo la sua disponibilità non è più scontata. Affermando: «Nei mesi scorsi ho dato la disponibilità a proseguire l'esperienza condotta in questi anni in Regione Lazio anche impegnandomi in prima persona, anche con le primarie, per continuare questo lavoro con una coalizione unita e ampia. In questo momento il progetto del Campo Largo mi sembra più fragile e ne prendo atto. Non sta a me giudicare le scelte di altri partiti, ma è chiaro che la mia disponibilità fosse legata fortemente alla possibilità di proseguire questa esperienza». Le scelte di D'Amato invece non sembrano legate al Campo Largo. Difficile che possa essere rilanciata l'ipotesi Enrico Gasbarra. Inoltre, stando così le cose, un'opzione tipo quella del fondatore della Comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi non verrebbe certamente "bruciata". Il puzzle è complicatissimo.

Nel centrodestra il primo passaggio da effettuare è quello del partito al quale ascrivere il candidato. Fratelli d'Italia è molto radicato nel Lazio. Tre i nomi più forti. Innanzitutto Chiara Colosimo, appena eletta deputato e consigliere regionale di questa legislatura. Quindi l'onorevole Fabio Rampelli. Se invece Giorgia Meloni dovesse propendere per un profilo più civico, il favorito sarebbe Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa. Sul versante di Forza Italia continua a circolare l'ipotesi del senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone.

La corsa al Consiglio
Non meno importante il fronte delle candidature al consiglio regionale. La lista provinciale sarà composta da sei nomi, tre uomini e tre donne. Nel Partito Democratico il dado è tratto: concorreranno i consiglieri regionali in carica Mauro Buschini e Sara Battisti. Ma pure il presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo. Sarà interessante verificare i rispettivi "ticket". Per nulla sicuro, per esempio, che Buschini e Battisti riproporranno il tandem vincente del 4 marzo 2018. Mai come quest'anno, inoltre, le regionali saranno tanto "ambite". Con 345 seggi in meno alle politiche, gli spazi di agibilità sono strettissimi. In Fratelli d'Italia i nomi sul tavolo sono diversi. Innanzitutto il consigliere provinciale Daniele Maura e il vicepresidente del partito in Ciociaria Gabriele Picano.

Entrambi fa tempo stanno lavorando alla candidatura. Però intendono giocarsi le loro carte fino in fondo anche esponenti come Antonello Iannarilli, Riccardo Roscia e Fabio Tagliaferri. Competizione alta pure sul versante delle quote rosa: Alessia Savo, Sara Petrucci, Federica Aceto, Ginevra Bianchini. Fratelli d'Italia ha appena eletto due parlamentari: i deputati Massimo Ruspandini (senatore nella scorsa legislatura) e Paolo Pulciani.
Anche nella Lega non manca certamente la concorrenza. La certezza è rappresentata dal consigliere in carica Pasquale Ciacciarelli. Poi se la giocheranno in diversi. Per esempio i consiglieri provinciali Gianluca Quadrini e Andrea Amata. Ma anche l'ex parlamentare Francesca Gerardi e Maria Veronica Rossi, responsabile provinciale dei Giovani del Carroccio. Sicuramente il Comune di Frosinone esprimerà una candidatura. Le ipotesi sono quelle circolate nei giorni scorsi: il presidente del consiglio comunale Massimiliano Tagliaferri e l'assessore Valentina Sementilli, entrambi della Lista Ottaviani.

Ma anche il vicesindaco Antonio Scaccia e il consigliere Francesca Chiappini, prima degli eletti alle scorse comunali. Il Carroccio ha eletto in Parlamento l'ex sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.
Passando a Forza Italia, difficile prescindere dai subcommissari Adriano Piacentini e Rossella Chiusaroli. Il Movimento Cinque Stelle ha i propri metodi per la scelta dei candidati. Loreto Marcelli, eletto nel 2018, è l'attuale capogruppo alla Regione. Vicinissimo politicamente all'assessore Roberta Lombardi. Bisognerà vedere però quali saranno le indicazioni del capo politico Giuseppe Conte. Il Terzo Polo si presenterà unito anche alle regionali del Lazio? Lo capiremo nelle prossime settimane. Per Azione di Calenda potrebbero decidere di cimentarsi alle regionali sia il segretario provinciale Antonello Antonellis che il sindaco di Isola del Liri Massimiliano Quadrini. In Italia Viva dipenderà dalle decisioni del dirigente regionale Caperna e della coordinatrice provinciale Valentina Calcagni. Da verificare se il consigliere comunale di Frosinone Alessandra Mandarelli (già assessore e consigliere regionale) sarà o meno della partita. Intanto però le grandi manovre sono iniziate.