A Ciampino sanno bene cosa significa avere un aeroporto dentro casa. Rumore, inquinamento, battaglie di anni che li hanno portati perfino a Bruxelles. Per questo fanno di tutto per far rispettare le regole e ottenere il rispetto del numero massimo di voli consentiti. Una partita, in un certo senso, speculare e opposta a quella che si è tentato di giocare a Frosinone dove chi ha pensato di poter ospitare uno scalo civile mirava proprio a quei voli in eccesso dal Pastine. Tutto questo finché l'Enac non ha messo nero su bianco, sul piano nazionale aeroporti, che Frosinone non c'è nei 40 scali strategici italiani e soprattutto che gli unici due aeroporti del Lazio sono Fiumicino e Ciampino. E, al massimo, per i voli di Stato un ruolo lo potrà giocare l'Urbe.

Roberto Barcaroli, portavoce del comitato per la riduzione dell'impatto ambientale dell'aeroporto di Ciampino, a Frosinone c'è già stato in occasione del convegno di Legambiente sul progetto di creare un parco solare al Moscardini. E già allora, rivolto ai frusinati, era stata categorico: «l'idea dello scalo civile è inattuabile e contraria ai vostri interessi», aveva detto. E adesso, al telefono, precisa meglio la sua opinione.

Sa che a Frosinone c'è chi vorrebbe una parte dei voli di Ciampino?
«Magari... - poi fattosi serio Barcaroli aggiunge - Frosinone è un posto impossibile per un aeroporto. Lo dice l'Enac per una questione orografica che blocca una delle due piste di atterraggio».

Ma com'è vivere con un aeroporto sotto casa?
«Noi siamo in una posizione disagiata. E poi l'aeroporto ha 100 anni e forse lo si potrebbe ripensare. Sono tre i comuni pesantemente danneggiati per il rumore: Roma, Ciampino e Marino. Le rotte prevalenti di decollo passano su tre frazioni di Marino che fanno 25.000 abitanti. Ci sono case a una distanza minima di 200 metri. Questa situazione di danno è comprovata da due studi il Sera, sugli adulti, e il Samba, sui bambini».

Di che tipo di danno parliamo?
«Anche se riferiti al solo rumore ci sono pesanti danni sulla salute. Soprattutto i bambini, a causa dell'esposizione al rumore a scuola e a anche a casa, subiscono danni da apprendimento e di capacità di concentrazione».

E, invece, sul fronte dell'inquinamento atmosferico com'è la situazione?
«In sei anni l'unica centralina Arpa, che sta a più o meno a 400 metri dall'aeroporto, ha registrato che Ciampino è stata fuori dai limiti per le polveri sottili (e in altri due anni gli sforamenti annui si sono fermati a 35, il limite di legge, ndr). Per questo mi chiedo come si possa fare un aeroporto nella valle del Sacco che insieme alla Valpadana è oggetto di procedure d'infrazioni dall'Unione Europea per i limiti delle polveri sottili. Per non parlare poi dei gas incombusti. Un 737 imbarca 30 tonnellate di combustibile e il 25% è consumato in fase di decollo e atterraggio. Ci sono momenti, come l'altro giorno, in cui si sente un forte odore di cherosene».

A Ciampino avete lottato per la riduzione del numero di voli.
«È stato stabilito per decreto un numero massimo di voli giornalieri per categoria di aerei ai fini della riduzione del rumore alla fonte. Parliamo di 128 voli totali tra arrivi e partenze di cui 65 di linea, 61 di aerei business e 2 voli di Stato. Sono state introdotte rotte di decollo le più silenziose e alte possibili. E il blocco dei voli notturni tra le 23 e le 6 tranne casi eccezionali e di forza maggiore. E poi ci sono i voli militari. Ma sono disposizioni che non vengono rispettate. Da gennaio al 25 ottobre abbiamo contato 572 voli atterrati tra le 23 e le 6, per le partenze, invece, è più difficile avere dati. Queste cose le abbiamo tutte denunciate e le abbiamo portate anche a Bruxelles».