Una storia terribile, finita male per Maurizio Fabbrica, 52 anni, e per sua moglie Antonella Marzilli, di 44, arrestati dai carabinieri di Fontana Liri che hanno eseguito la condanna definitiva di entrambi a cinque anni di reclusione per il reato di "abbandono di persona incapace". La vicenda risale al 2014, quando il padre dell'uomo, all'epoca settantatreenne, viveva con sua figlio e la nuora. Nel dicembre di quell'anno, un parente dell'anziano si era presentato nella caserma "Alberto La Rocca" del comando provinciale dei carabinieri di Frosinone dove aveva sporto denuncia contro i due coniugi riferendo delle condizioni di abbandono in cui versava il suo congiunto, non assistito adeguatamente dal figlio e dalla nuora.
I carabinieri della stazione di Fontana Liri si erano subito recati a casa della coppia e qui avevano verificato lo stato di particolare indigenza e precarietà fisica in cui versava l'anziano genitore. Lo avevano perciò portato al pronto soccorso dell'ospedale di Sora, dove dopo qualche giorno di ricovero e nonostante le cure dei medici il settantatreenne è morto.
La triste vicenda, dopo un processo arrivato fino al ricorso in Cassazione che aveva rimandato il giudizio alla Corte d'assise di appello di Roma, si è conclusa definitivamente nei giorni scorsi con la sentenza divenuta irrevocabile proprio la mattina dell'arresto, sentenza con cui la Corte d'assise d'appello ha decretato la condanna di entrambi alla pena di cinque anni di reclusione.
Una volta ricevuto l'ordine di carcerazione, i carabinieri sono ritornati nell'abitazione della coppia, stavolta per prelevare i due condannati e portarli in carcere.
Lui è stato rinchiuso nella casa circondariale di Lanciano, lei nel carcere romano di Rebibbia.