Cassa integrazione anche per la Skf, una doccia fredda non solo per i lavoratori ma per l'intero territorio. Il fermo produttivo di un'azienda importante, che serve non soltanto Fca ma anche tante altre realtà produttive, è un brutto campanello d'allarme. L'azienda, infatti, è stata una delle poche attive durante la fase acuta della pandemia. E dopo l'indotto Fca, poi la Reno De Medici (ma per questioni legate alla vicenda giudiziaria "Acqua Nera"), sapere che pure per la Skf sia stata inoltrata una richiesta di Cigo (Cassa integrazione guadagni ordinaria) per la settimana 21-27 novembre, appare davvero preoccupante.

Tra le motivazioni comunicate ai 300 lavoratori «la situazione contingente dell'economia, che ha portato a una diminuzione dei volumi per il mese di novembre». E, sembrerebbe, anche la questione legata alla guerra in atto per l'approvvigionamento delle materie prime come l'acciaio, con forniture dall'Ucraina. Ma questa non è l'unica novità. I contratti interinali giunti al termine non verranno rinnovati: 20 quelli a rischio. Altri fermi - ma per alcuni settori - sono previsti anche per il weekend del 29 e 30 che uniti al par del 31 e alla festività del 1° consentiranno un lungo ponte. Dal 2 novembre tutti in fabbrica, fino al weekend del 13 novembre.

«Le nostre aziende stanno subendo danni immensi. Bisogna agire immediatamente per ridurre i costi energetici» ha dichiarato il delegato alle Attività produttive e Sviluppo economico Anci Lazio, Gianluca Quadrini. «Siamo di fronte a una crisi energetica durissima che non lascia scampo neanche ad aziende come la Skf. Fermare la produzione per una settimana è un danno enorme. L'aumento dei costi energetici e quelli delle materie prime riducono in modo drastico i margini di guadagno delle aziende costrette - come da quanto appreso - a non rinnovare i contratti dei tanti interinali, una volta scaduti. Questa crisi energetica sta mettendo a dura prova la resistenza delle aziende e il benessere delle famiglie» aggiunge Quadrini che conclude sollecitando le istituzioni a intervenire per scongiurare il peggio anche su un piano sociale. Le sigle, Fim Cisl e Fiom Cgil, sono accanto ai lavoratori.