Ora che l'aeroporto civile al posto del Moscardini è sfumato definitivamente, si salvi almeno la scuola di volo. Lo dice, senza troppi giri di parole, il colonnello in congedo dell'Aeronautica militare Giuseppe Savelloni, già responsabile del servizio di controllo del traffico aereo al Moscardini, insegnante nei corsi di pilotaggio presso la scuola volo elicotteri di Frosinone, controllore del traffico aereo anche a Catania Fontanarossa e Sigonella e nell'operazione "Restore hope Somalia sull'aeroporto di Mogadiscio".

Ha letto il piano nazionale aeroporti dell'Enac? Frosinone non c'è.
«Frosinone non è idoneo. Hanno deciso per Fiumicino o un'altra soluzione. L'Enac l'ha detto e noi lo sapevamo».

Quali sono i problemi tecnici che pesano su questa scelta?
«Venendo in avvicinamento, il sentiero di discesa presenta le montagne a destra. Non è idoneo. In fase di decollo gli aerei andrebbero a finire sopra l'ospedale e sopra le scuole lì vicine. È una traiettoria negativa. L'aeroporto non si può fare per una questione di sicurezza di volo. I politici non lo vogliono capire, per loro questo è un campo sconosciuto. Purtroppo, questa è la verità. Ho scritto al presidente della Repubblica, al ministero della Difesa, alla sicurezza del volo. Ma quello che ho scritto non ha interessato a nessuno. Stiamo parlando di sicurezza di volo».

Si parla anche di parco solare sull'area del Moscardini.
«Se ci mettiamo i pannelli fotovoltaici non ci mettiamo gli elicotteri. Ricordiamo sempre che il nostro è l'unico aeroporto tra Roma e Napoli, Aquino è piccolino. Noi abbiamo le attrezzature. Abbiamo una torre di controllo meravigliosa. Che significa andare via da Frosinone? Per mettere il fotovoltaico ci sono tanti tetti a Frosinone. Chiudere un aeroporto è come chiudere un ospedale».

E, dunque, si torna al punto di partenza: difendere la scuola di volo e l'aeroporto militare.
«I nostri elicotteri hanno bloccato l'attività di addestramento quando si è trattato di portare aiuto alle zone alluvionate o terremotate. Per il terremoto de L'Aquila avevamo 12 elicotteri. Facciamo tanti interventi di soccorso. Sa quanti recuperi abbiamo fatto a Campocatino? Ma la parte addestrativa è fondamentale».

E ora l'obiettivo si sposta sul mantenimento dell'operatività dell'aeroporto.
«Io contesto la decisione di mandare la scuola di volo da Frosinone a Viterbo. A Viterbo ci sono solo mezzi operativi di soccorso. Quell'attività non è compatibile con la scuola di volo. È come mandare un ragazzo di terza media in autostrada. I colleghi mi chiamano per fare qualcosa. Non so che dire, ma ora il ministro della Difesa è cambiato».