È partita ieri mattina, nella sede frusinate di Unindustria, la trattativa tra le parti dopo la procedura di licenziamento collettivo avviata dalla società farmaceutica Sanofi nello stabilimento anagnino.
Un provvedimento che prevede il taglio di 70 addetti (45 dipendenti e 25 interinali) individuati come esuberi.
Direzione aziendale e sindacati si sono incontrati per iniziare a discutere una vertenza che si preannuncia difficile, data la determinazione della multinazionale a portare avanti l'adeguamento degli organici a nuove esigenze organizzative. Con l'obiettivo di «ritrovare il corretto equilibrio tra costi ed evoluzione tecnologica indispensabili per garantire la sostenibilità e lo sviluppo futuro dello stabilimento stesso», come Sanofi ha comunicato nei giorni scorsi, nell'annunciare i licenziamenti, a sindacati, Rsu, Regione Lazio e Unindustria.

Posizione ribadita ieri mattina al tavolo di Unindustria, dove i sindacati hanno sottolineato le pesanti ripercussioni sociali che la decisione comporterebbe in un territorio già compromesso da questo punto di vista. Una decisione, secondo l'azienda, non più rinviabile perché «il problema occupazionale deve essere affrontato con la rapidità ed efficacia di intervento che solo il licenziamento può garantire; gli altri strumenti messi a disposizione dell'ordinamento giuridico, infatti, appaiono inadeguati a raggiungere lo scopo che l'azienda si è prefissata». Il confronto tra direzione aziendale di Sanofi e parti sociali proseguirà il prossimo 10 novembre.
Intanto, domani si terranno le assemblee con i lavoratori dove i sindacati riferiranno dell'incontro di ieri e discuteranno con le maestranze le iniziative da mettere in campo per scongiurare i tagli previsti nello stabilimento farmaceutico, tra i più produttivi dell'area industriale ciociara.