Il ritiro delle deleghe a Nadia Belli infiamma la discussione politica. Un provvedimento per molti atteso e per altri vissuto come un fulmine a ciel sereno. Una frattura che è diventata sempre più profonda nel corso del tempo e che ha portato il sindaco ad assumere un provvedimento drastico.

Il decreto
Lunedì mattina ha firmato l'atto con cui ha disposto il ritiro della delega da vicesindaco e di tutte le deleghe assessorili assegnate a Nadia Belli.
«L'atteggiamento tenuto dall'assessore Nadia Belli - si legge nel decreto - nell'ambito delle decisioni adottate dall'amministrazione, ha fatto venire meno quello spirito di condivisione delle linee politiche e amministrative, senz'altro substrato indispensabile per la continuità nell'esercizio degli incarichi». Un atto che, come ha sottolineato, è anche a «garanzia della coesione e dell'unitarietà dell'azione di governo con il preciso obiettivo di perseguire con piena efficienza il programma politico e di dare maggiore impulso all'azione politico-amministrativa nell'esclusivo interesse pubblico».
Decisione che ha generato le discussioni e le reazioni politiche.

Partito democratico
Il segretario del Pd di Pontecorvo, Marco Di Vossoli, si è detto soddisfatto per questa decisione parlando di "fallimenti" nell'operato di Nadia Belli: «Sindaco questo è uno dei rari casi in cui siamo parzialmente soddisfatti della sua azione politica - ha affermato - Infatti il sollievo per il ritiro delle deleghe alla Belli che arriva tardivo rispetto alle innumerevoli volte in cui, come Pd, le abbiamo chieste ma soprattutto arrivano già quando l'esponente di FdI aveva chiaramente fallito la missione amministrativa. Vogliamo ricordare che grazie alla Belli e la sua mala gestione dei rifiuti ha fatto aumentare la Tari per cittadini e commercianti. E in questo periodo di crisi non di sicuro una cosa che guarda ai cittadini già in forte difficoltà.

Questi aumenti si aggiungono alle altre mancanze della delegata Belli, basti pensare ai soldi spesi inutilmente per l'isola ecologica in località San Paride, fermata per mancanza di autorizzazioni oppure le risorse spese per sistemare l'ex mattatoio che ancora non è terminando dopo anni di lavori o ancora l'incapacità di organizzare una semplice festa del peperone dop. Per questo sindaco ha fatto bene a darci ragione nel togliere le deleghe alla Belli, ma dobbiamo anche ricordarle che lei ha sempre difeso e sostenuto tale condotta, per questo un pensiero alle dimissioni dovrebbe farlo anche lei. Il nostro paese merita rispetto e persone qualificate a gestirlo. Noi continueremo a vigilare sull'operato della sua maggioranza sempre nell'interesse dei cittadini e lo faremo senza remore».

Annalisa Paliotta
Di atto necessario e non rinviabile parla il capogruppo di minoranza che afferma: «Il ritiro delle deleghe all'assessore vicesindaco Nadia Belli rappresentano un atto necessario ma minimo. Le scelte amministrative adottate sono risultate inadeguate e fallimentari su ogni fronte, dal servizio di raccolta differenziata che costa molto ai cittadini e stenta a decollare, fino all'isola ecologica per via della forte carenza di programmazione. Carenza di programmazione che è apparsa evidente anche in campo dell'agricoltura. Sono sette anni che lo diciamo in modo convinto, eppure l'amministrazione non ha mai prestato attenzione alle nostre osservazioni spesso strumentalizzate, in primis proprio dal primo cittadino. Tuttavia mi chiedo come mai proprio ora. Il sindaco in questi anni ha sempre sostenuto le posizioni del suo vicesindaco che in consiglio sono sembrate sempre condivise da entrambi e sostenute come tesi inconfutabili. Il gesto di revoca delle deleghe di un sindaco ad un vicesindaco è una decisione forte.

Mi chiedo come mai Rotondo non fa una analisi autocritica anche del suo operato nel condurre questo gruppo amministrativo. Invece il sindaco si concede il lusso di perdere tempo e concentrarsi a lanciare proposte di ambiziose e fantasiose candidature proprie quando, in momento grave e critico come questo, dovrebbe essere al lavoro per i cittadini, pensare ai ritardi delle mense scolastiche, alle tante strade rimaste impraticabili, all'aumento della Tari e potrei andare ancora oltre. Dimostreremo ai cittadini con gli atti dell'aumento percentuale della Tari dal 2015 ad oggi. La Tari è aumentata perché non sono in grado di amministrare la città e il primo cittadino ne è corresponsabile quanto la vicesindaco».