Sono senza acqua e luce ormai da luglio, ma resistono e non vogliono uscire dalla casa parrocchiale. Finora sono state vane le tante proposte bonarie da parte della parrocchia alle occupanti della struttura per venire a capo di una vicenda che dura da tempo.
Tutto inizia una decina di anni fa quando le signore Maria Soledad Dorda Perez Lozao e Alicia Maria Arango Munoz (così le chiama il vescovo Loppa nella sua lettera fatta recapitare qualche giorno fa al parroco di Trevi, don Pierluigi) arrivano in paese indossando abiti di una congregazione religiosa di suore. Si presentano da don Alberto Ponzi, parroco di allora, per chiedere ospitalità dopo aver risieduto per diversi anni in un'abitazione privata. Don Alberto, con un atto di carità, acconsente. E da allora le due donne sono ancora lì.

Con il tempo, però, questa situazione si è fatta pesante e difficilmente gestibile per la parrocchia. Tante e ottime sono state le proposte fatte alle due occupanti pur di venire a capo di una vicenda incresciosa che crea disagio alla comunità parrocchiale che dona, con costanza, alimenti e altri beni di prima necessità alle due signore (anche se a Trevi tutti le conoscono come suore). A queste, poi, si è aggiunta recentemente la madre di una delle due, che è molto anziana. Don Pierluigi, rattristato per questa situazione che si è trovato a dover affrontare appena nominato parroco di Trevi nel Lazio, spera nel tentativo di mediazione che proporrà alle occupanti l'avvocato di fiducia della diocesi, determinata a venire a capo e in fretta di questa faccenda.

Nella sua lettera, infatti, il vescovo Lorenzo Loppa scrive al parroco: «Lei e la comunità parrocchiale sono a conoscenza dei fatti e mi rattrista constatare che i vari e vani tentativi di una soluzione dialogata non siano andati a buon fine. Pertanto mi sento in obbligo d'intervenire d'autorità perché la casa parrocchiale, indebitamente occupata, ritorni in possesso della comunità cristiana di Trevi e venga utilizzata dal parroco. Se ciò risulterà di qualche difficoltà potrà giovarsi anche delle forze dell'ordine, prima di dover ricorrere alle autorità giudiziarie».
Una soluzione immediata è auspicabile per tutti perché senza luce e acqua e con una signora anziana in casa qualcosa si rischia.