Non sarà esattamente come il comitato promotore nato nel 1966 per portare l'industria nel Cassinate, ma i sindaci vorrebbero provare a lasciare qualcosa ai posteri. Non sarà come lo stabilimento nato nel 1972 ma, almeno a voce, è partito un impegno per coalizzarsi e coalizzare le due provincia di Frosinone e Latina sulla strada delle... infrastrutture! L'idea è nata durante i festeggiamenti a Piedimonte per i 50 di Cassino Plant.
E a pronunciarla è stato Gioacchino Ferdinandi che ha parlato di collegamenti tra Cassinate e Fondi e di un consiglio regionale allargato per innescare una nuova "rivoluzione".

La proposta
Quella che ha avuto il sindaco di Piedimonte è stata l'idea di uno studio di fattibilità per una strada veloce di collegamento tra il polo industriale di Piedimonte con quello di Roccasecca fino al Mof di Fondi. Per rendere i poli industriali sempre più all'avanguardia in termini infrastrutturali e favorire l'insediamento di nuove realtà produttive». Annessa c'era la richiesta al sindaco-collega Enzo Salera di farsi protagonista della convocazione di un'assise regionale allargata che abbia come ordine del giorno la predisposizione di un piano infrastrutturale che affronti le esigenze di sviluppo del Lazio Meridionale. E ieri il suo "vicino" ha subito raccolto l'invito «fatto dal collega Ferdinandi - ha detto - Ne avevamo già parlato insieme e sono d'accordo. Faremo una richiesta al consiglio regionale su questo tema, poi chiaramente dovranno essere loro a convocare l'assise straordinaria a Cassino» Intanto sta cercando di ritrovare i documenti relativi al consiglio che venne convocato 50 anni fa «e, a strettissimo giro, invierò la nostra richiesta al presidente del consiglio regionale del Lazio. Si tratta di un progetto utile a rafforzare il territorio».

Insomma, se son rose, fioriranno. Certo è che, almeno da un po' di tempo a questa parte, si sente più spesso - rispetto ai campanilismi aridi e improduttivi del passato - ragionare su progettualità congiunte. A più teste. Meno scollate. Fautore di una immagine del territorio unito - secondo il modello raggiunto con la sinergia per la candidatura di Roccasecca a Capitale della Cultura - è un altro collega dei colleghi, il sindaco Giuseppe Sacco che proprio in occasione dell'anniversario Fca ha lanciato l'idea di metalmezzadro come nuovo sistema produttivo. «Occorre ripensare l'idea stessa di sistema produttivo ripartendo dal lavoro e da una definizione: quella del metalmezzadro. Basta guardare l'assetto geografico del Cassinate e della media valle del Liri per rendersi conto che nonostante l'industrializzazione comunque la vocazione agricola è rimasta tale». Per Sacco il futuro deve far dialogare agricoltura e sistema industriale, «mettendo al centro l'economia circolare nella quale diventano fondamentali proprio le figure dei metalmezzadri.

Non tralasciamo infine le infrastrutture. Ce lo dice proprio il settore dell'automotive: una fermata Tav sul territorio, la possibilità di collegare Cassino con Fondi, la direttrice Tirreno-adriatica e il casello autostradale di Roccasecca sono tutte necessità per fare decollare questo settore e le tante ulteriori realtà imprenditoriali che stanno puntando sulla nuova economia verde».