Legalità e sviluppo, combattendo gli interessi illeciti attraverso gli strumenti più potenti che si possano maneggiare: la conoscenza e la cultura.
L'amministrazione targata Salera ha ben compreso la forza e il peso da imprimere in tal senso nel rilancio del territorio. E accanto a eventi e iniziative in grado di attrarre e coinvolgere sempre più giovani nel museo Historiale, in piazza, come alla Rocca Janula, accelera pure su attività di contrasto alle mafie a muso duro. Con la promozione di corsi formativi gratuiti, ad esempio. O attraverso importanti appuntamenti all'interno del Palazzo della Cultura - bene simbolo sottratto alla criminalità - e (a breve) anche con sostegni necessari a fronteggiare chi l'anti-cultura la mette in pratica in silenzio, applicando tassi usurari da capogiro che fanno chiudere storiche attività cittadine e mandano in pezzi sogni irrecuperabili. Ne abbiamo parlato con l'assessore comunale alla Cultura, Comunicazione e Innovazione digitale, Danilo Grossi.

Cultura, il vero motore del rilancio. Tante le iniziative già fatte, tante quelle in programma. Ci aspetta un autunno pieno di sorprese?
«Si ogni settimana a Cassino c'è una sorpresa. Ci sono molte proposte culturali e la cosa più interessante è che sono per diversi target di persone. Dai bambini, dai ragazzi agli adulti, passando per ogni genere di proposta. E devo dire che questa varietà è molto apprezzata. Dai grandi spettacoli all'aperto, ora ci sposteremo nei luoghi della cultura al chiuso che proporranno cinema, teatro, musica, letteratura».

Altro elemento cardine del rilancio del territorio sono i giovani. Possiamo parlare già di un cambio di passo in tal senso o ancora c'è da fare?
«C'è ancora tantissimo da fare, questo senza alcun dubbio. Ma abbiamo voluto da subito dare con forza un cambio di passo rispetto al passato e finalmente si cominciano a vedere importanti risultati. I ragazzi sono coinvolti in prima persona nelle proposte e nell'organizzazione. Vengono proposti eventi e progetti che vivono nei codici comunicativi che i ragazzi frequentano quotidianamente. Li stiamo accompagnando a trovare gli spazi giusti e le modalità migliori per vivere ed esprimersi artisticamente nel contemporaneo. Con rispetto e senza paternalismi. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

La politica è al lavoro. Ma il territorio è pronto? Sta rispondendo?
«Il territorio è vivo e pronto ad accogliere le opportunità. Le tante associazioni rispondono molto bene alle sollecitazioni e continuamente si rinnovano. L'importante è che ci sia fiducia e si crei un clima favorevole. Una città accogliente, curiosa delle innovazioni culturali e culturalmente giovane è una città che vive il proprio tempo con fiducia e si lancia verso il futuro con entusiasmo».

Dopo il Palazzo della Cultura quale sarà il prossimo obiettivo in grado di coniugare cultura e legalità?
«Il Palazzo della Cultura ha dimostrato che si può fare. Si può cambiare concretamente, al di là delle parole e dei convegni. Si possono creare le condizioni per vivere la cultura in modo piacevole, creativo e vivo, partendo da un bene confiscato alla criminalità. Può essere cool fare cultura. E siamo davvero orgogliosi di essere considerati, a pochi mesi dall'apertura, uno dei più belli e funzionali beni confiscati d'Italia. Anche perché stiamo vivendo un periodo complesso; la pandemia unita alla crisi economica dovuta all'aumento delle spese energetiche di questi mesi sta mettendo in grande difficoltà tutto il settore economico che si riverbera inevitabilmente su quello sociale.

Con le mafie e la criminalità che pescano sempre più tra i ragazzi da un lato e tra gli imprenditori in difficoltà dall'altra. Le istituzioni devono lottare insieme per controbattere questa scalata della criminalità, occupando spazi e offrendo opportunità alternative. Ma anche lavorando per contrastare questo fenomeni. Stiamo lavorando, infatti insieme all'assessore Arianna Volante per l'apertura di uno sportello antiusura nelle prossime settimane che possa supportare tutti gli imprenditori che sono in difficoltà e che sono caduti nel baratro dell'usura. Un altro piccolo, ma importante segnale nella lotta quotidiana contro le mafie e il malaffare. Io ci credo e non ho paura di portare avanti questa battaglia, nonostante le difficoltà quotidiane e le tante pressioni che si subiscono».