«Gli altari della chiesa di San Benedetto, la più antica di Frosinone, sono stati deturpati mercoledì scorso da un atto vandalico, avvenuto in pieno giorno, verso le 11.30. Autori sono ignoti minorenni, così giovani da non essere perseguibili, ripresi dalle telecamere mentre danno fuoco a piante e tovaglie».

Alle 8 di ieri, sulla sua pagina Facebook, don Paolo Cristiano ha pubblicato un post, con una foto. Una foto che ritrae la parte retrostante dell'altare della chiesa di San Benedetto. Si nota subito quanto don Paolo ha poi continuato a spiegare nel suo post con amarezza e sconcerto. Mercoledì scorso, intorno all'ora di pranzo, è stato chiamato dalle forze dell'ordine, allertate da un passante che aveva visto il fumo. Sul posto i vigili del fuoco per evitare il peggio. Sembrerebbe che le telecamere abbiano ripreso due bambine sui dieci anni di età.

«Non comprendo le motivazioni – aggiunge don Paolo – ma mi inquieta che i protagonisti non abbiano il minimo senso né del pericolo (sono rimasti a guardare le fiamme compiaciuti), né della sacralità del luogo, vulnerabile proprio perché sempre aperto e accogliente. Purtroppo, pur avendo denunciato l'accaduto, non ho ancora notizie dalle autorità, se abbiano visionato le telecamere in Piazza della Libertà e alle Poste, per scoprire quali genitori permettano o incoraggino un comportamento simile. Il triste episodio dovrebbe spingerci ancor di più ad impegnarci per la generazione dei più giovani nella nostra città perché, evidentemente, ciò che esiste finora non è abbastanza. Fortunatamente i danni non sono enormi, ma abbiamo rischiato un incendio grave. Vorrei rintracciare i genitori e far capire loro l'errore terribile».

Le reazioni
La notizia del gesto vandalico è stato condannato dalle istituzioni e dalla cittadinanza. Tanti i commenti di indignazione anche sotto il post di don Paolo. A condannare il gesto anche l'assessore con delega al centro storico, Danilo Magliocchetti: «L'atto vandalico di mercoledì scorso va condannato con grande fermezza e determinazione senza se e senza ma e va censurato oltremodo il comportamento degli autori. Questo fatto apre la strada a una riflessione che tutti dobbiamo fare: famiglia, istituzioni, scuola, affinché si affronti in maniera chiara, dettagliata e puntuale e con riscontri scientifici il tema del disagio giovanile. Dal punto di vista pratico è chiaro che bisogna anche intensificare i controlli da parte delle forze dell'ordine, che già compiono un lavoro encomiabile, nelle ore diurne ai fini non repressivi ma preventivi». «Rattrista e preoccupa questo episodio che vede protagonisti giovanissimi – le parole dell'assessore alle politiche giovanili Alessandra Sardellitti – Rattrista per la mancanza di rispetto verso la sacralità del luogo, a prescindere dall'avere fede o abbracciare altra religione, preoccupa per la mancanza di coscienza dell'illegittimità del gesto e delle sue conseguenze. E allora l'iniziativa del Comune, in relazione alle Politiche giovanili, di dedicare tre giorni al tema delle problematiche giovanili acquisisce ancora più importanza ed urgenza. E dovrà essere solo l'inizio di una più stretta attenzione verso i nostri ragazzi, verso i loro bisogni e verso il loro senso civico».