Emergenza rifiuti dietro l'angolo in provincia di Frosinone, Saf al lavoro per scongiurarla. Dal primo novembre, come ha comunicato la Società Ambiente Frosinone ai 91 Comuni soci e all'Amministrazione Provinciale, non sarà più possibile conferire l'immondizia della Ciociaria presso la discarica di Viterbo. Non si tratta di un fulmine a ciel sereno perché è noto a tutti da mesi che l'impianto della Tuscia sta andando verso l'esaurimento. Con ogni probabilità potrà continuare a ricevere esclusivamente i rifiuti delle province di Viterbo e Rieti. Ma è chiaro che l'ombra dell'emergenza si sta allungando per una situazione che riguarda l'intero territorio regionale. Nel Lazio mancano le discariche e la provincia di Frosinone non fa eccezione. In Ciociaria vengono prodotte circa 200 tonnellate di immondizia al giorno. Da un anno e mezzo finiscono a Viterbo.

La situazione
Lucio Migliorelli, presidente della Saf, ha voluto fare il punto della situazione, inviando una pec ai 91 Comuni e alla Provincia. Si tratta di comunicazioni in merito alle prospettive societarie a breve e medio termine. Migliorelli è andato subito al punto, rilevando che la Saf «sta compiendo ogni sforzo per scongiurare una possibile, se non addirittura probabile, crisi nel settore della gestione dei rifiuti, prima d'ora mai verificatasi nel nostro ambito territoriale provinciale». Migliorelli ricorda «la chiusura della discarica di Roccasecca, che si protrae da oltre un anno e mezzo». «Senza che nel frattempo - continua - le competenti Amministrazioni siano addivenute all'individuazione di una soluzione alternativa definitiva e che rischia di aggravarsi e deflagrare in ragione dell'imminente chiusura della discarica di Viterbo, unico sito, a far data dall'1/11/2022». Non usa perifrasi il presidente della Saf: «È evidente che la mancanza di una discarica di servizio rispetto all'impianto di Colfelice determinerebbe, in modo inevitabile, il blocco del servizio svolto dal nostro impianto, con ogni ulteriore conseguenza nei confronti dei Comuni».

Le probabili opzioni
«In questo difficilissimo contesto - rileva Migliorelli - la Saf si sta attivando per individuare impianti di smaltimento extra-regionali e scongiurare il rischio di una situazione di emergenza ambientale e sanitaria... Ma è comunque evidente che anche l'eventuale individuazione di impianti di smaltimento extraregionali - che pure consentirebbero di prevenire e/o limitare la paventata emergenza - avrebbero impatti economici rilevanti sui costi generali del servizio e avrebbero, in ogni caso, una durata transitoria». Nella sostanza la Saf si sta attrezzando per fronteggiare la situazione nei prossimi due o tre mesi. Ma in ogni caso nel 2023 si porrà il problema dell'individuazione di un'altra discarica. In mancanza della quale i rifiuti della provincia di Frosinone potrebbero prendere la via dell'estero. Magari dell'Olanda. Nei mesi scorsi la Regione Lazio ha sollecitato la Province laziali, tra le quali quella di Frosinone ad adottare «con la massima celerità tutti i provvedimenti necessari» per individuare la nuova discarica. L'obiettivo è raggiungere l'autosufficienza dell'Ato. Il termine ultimo doveva essere il 30 settembre, ma non è successo nulla. La posizione espressa nei mesi scorsi dal presidente della Provincia Antonio Pompeo è questa: «Siamo in attesa dello studio del Politecnico di Torino (incaricato di individuare i siti per la discarica). Ma è evidente che dovrà essere la Regione ad effettuare la scelta. Noi con la discarica siamo andati in esaurimento prima del 2026 perché ci siamo messi a disposizione della Regione con i rifiuti di Roma».

Le tariffe
La Saf ha comunicato ai soci che «la Regione Lazio ha recentemente adeguato la tariffa di conferimento all'impianto di Colfelice, portandola a 161,68 euro a tonnellata». Spiegando: «Del resto l'attuale tariffa di 138,61 euro a tonnellata risultava elaborata sulla base dei costi generali dell'anno 2014 (avendo nel tempo subito il solo incremento Istat) e dunque non era più idonea - a fronte del progressivo esponenziale aumento dei costi degli ultimi anni - a garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione di servizio».

Continua la Saf: «Se lo scenario generale sopra rappresentato non è certamente imputabile alla Saf occorre tuttavia rappresentare, con soddisfazione, alcune iniziative assunte dall'attuale management in favore dei Comuni soci e delle comunità di riferimento. In questa prospettiva occorre innanzitutto comunicare che, grazie a nuovi e migliorativi accordi raggiunti con alcuni nostri partner commerciali, Saf è in grado di praticare, a partire dal corrente mese di ottobre, una significativa riduzione del corrispettivo contrattuale applicato in relazione al servizio di intermediazione dell'avvio al recupero della frazione organica». Nello specifico il cda della Saf ha deliberato di applicare unilateralmente una riduzione dell'attuale corrispettivo contrattuale dovuto dai Comuni. Rileva la Saf: «Per i Comuni che utilizzano come trasferenza l'impianto di Colfelice, il corrispettivo applicato sarà ridotto dagli attuali 130 euro a tonnellate a 115 euro a tonnellate. Mentre per i Comuni che utilizzano la stazione di trasferenza di Frosinone il corrispettivo applicato sarà ridotto dagli attuali 140 euro a tonnellata a 125 euro a tonnellata». Chiosa la Saf: «Si tratta, con tutta evidenza, di una riduzione molto significativa, specie se rapportata ad un contesto di complessivo aumento dei costi di tutti i servizi anche a causa delle congiunture macroeconomiche ormai a tutte ben note».