Anche il cielo ha voluto accompagnare ieri pomeriggio l'ultimo viaggio sulla terra di Mario Maini, il cinquantasette di Esperia che ha perso la vita mercoledì mattina dopo le dieci mentre stava riparando un pullman nel piazzale dell'autofficina-centro revisioni di Pignataro Interamna in cui lavorava da decenni. I funerali dell'uomo sono stati celebrati ieri nella chiesa di San Pietro ad Esperia superiore, sotto la pioggia battente, che ha reso ancora più triste la giornata.
Padre Bruno Palazzo ha ricordato le doti «di marito e padre affettuoso, di lavoratore serio, preparato e responsabile». Trasferitosi a Esperia dopo il matrimonio, Mario si sentiva un esperiano a sua volta e tale era considerato da anni. Tantissimi i parenti e gli amici che, con grande commozione, si sono stretti intorno alla famiglia, la moglie e i due figli. Dopo il rito funebre, la salma è stata tumulata nel cimitero comunale.

Tutt'intorno il senso di incredulità per quanto accaduto.
Molti i messaggi di cordoglio e di vicinanza alla famiglia affidati ai social. In quasi tutti l'amarezza per l'infausto destino «di un uomo perbene».
Forte il dolore ma anche la rabbia per l'ennesima morte sul lavoro. Come è emerso subito dopo la tragedia dalle parole del sindaco Giuseppe Villani: «Si fa fatica a credere a quello che è successo. Le morti sul lavoro sono una piaga inaccettabile – ha detto Villani - Ci stringiamo vicino alla famiglia, alla moglie e ai due figli e a tutti i parenti e gli amici esprimiamo un profondo sentimento di tristezza e di condivisione di questo dolore».

E in segno di cordoglio e di rispetto, l'amministrazione comunale ha subito annullato la festa in programma per sabato sera, per festeggiare un anno dalla vittoria elettorale. Mario Maini è l'ennesima vittima del lavoro, davvero troppe in Italia, come hanno denunciato, numeri alla mano, le organizzazioni sindacali. Con oltre seicento morti dall'inizio dell'anno.
Sono infatti seicento settantasette gli incidenti mortali sul lavoro denunciati in Italia nei primi otto mesi di quest'anno con una media di quasi tre vittime al giorno. Nello stesso periodo gennaio-agosto del 2021 le vittime furono cento di più. Questa è la fotografia emersa dai numeri elaborati dall'Anmil sulla base di dati Inail in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. E la provincia di Frosinone si pone al terzo posto nel Lazio.

Che cosa sia potuto capitare in quella frazione di secondo, mercoledì mattina, lo dovranno ricostruire carabinieri e Spresal, arrivati sul luogo dell'incidente subito dopo, appena dopo che un collega di Mario, rimasto schiacciato da quel grande autobus che stava sistemando, ha dato l'allarme gridando disperatamente per attirare l'attenzione e provare a salvarlo.
Niente da fare: i titolari dell'officina che sono arrivati subito sul piazzale non hanno potuto che constatare la tragedia. Inutili le chiamate ai soccorsi, al 118, che è corso a Pignataro insieme ai militari della stazione dei carabinieri di San Giorgio coordinata dal maresciallo Luca De Angelis e quelli della compagnia di Pontecorvo guidata dal capitano Bartolo Taglietti, agli addetti dello Spresal dell'Asl di Cassino e ai vigili del fuoco. Sono stati proprio questi ultimi ad estrarre il corpo, ormai senza vita, del povero Mario, mentre i carabinieri e lo Spresal hanno proceduto ai loro rilievi, sequestrando gli attrezzi e il mezzo, mentre il medico legale ha eseguito l'esame esterno e ha restituito la salma ai familiari, per permettere, ieri pomeriggio, lo svolgimento dei funerali.